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TARANTO. Sara, lo zio in isolamento Il padre: mai avuto sospetti

venerdì 8 ottobre 2010
È rinchiuso in una cella del carcere di Taranto, in isolamento, Michele Misseri, di 57 anni, reo confesso dell'omicidio della nipote, Sara Scazzi. Per l'uomo, domani, è previsto l' interrogatorio di garanzia, trascorse le 48 ore dal fermo, scattato la sera di mercoledì, al termine del lunghissimo interogatorio presso la Caserma del Comando provinciale dei carabinieri, che ha portato alla scoperta del luogo dove era stata sepolta la 15enne di Avetrana.Domani pomeriggio i funerali.IL PADRE DI SARA«Quello deve pagare e basta... non ho mai avuto il sospetto di mio cognato Michele e non ho mai parlato con lui in questi giorni... avevo sempre una speranza... ora sto male e basta». Queste le parole di Giacomo Scazzi, il papà di Sara, atterrato all'aeroporto di Brindisi per salutare per l'ultima volta la figlia.LA CONFESSIONE DELLO ZIOL'ha uccisa lo zio, strangolandola dopo aver perso la testa forse per il rifiuto opposto dalla nipote alle sue avance. Il corpo di Sara Scazzi, la quindicenne di Avetrana scomparsa il 26 agosto scorso, è stato gettato in un pozzo pieno d'acqua in un podere dello stesso zio, a due chilometri dal paese. Le operazioni di recupero si sono concluse ieri mattina: il corpo è stato riconosciuto dalla madre, alla quale però sono state mostrate solo delle fotografie. E' previsto l'esame del Dna, ma è già confermata la morte per strangolamento. L'omicida, Michele Misseri, 54 anni, contadino, ha confessato nella tarda serata di giovedì dopo ore e ore di interrogatorio nella caserma dei carabinieri del comando provinciale di Taranto. Era stato convocato in mattinata con la moglie, Cosima Spagnolo, e la figlia maggiore, Valentina, sorella di Sabrina, la cugina con la quale Sara aveva appuntamento il giorno della sua scomparsa per andare al mare. Ma alla fine madre e figlia sono state riaccompagnate a casa, mentre Misseri è crollato sotto le domande degli inquirenti e ha anche ammesso di aver abusato della ragazza.«Mio padre deve pagare per quello che ha fatto»: così Sabrina Misseri, figlia di Michele e cugina della ragazza, ha risposto al citofono di casa ai giornalisti che volevano parlare con lei. «Non abbiamo nulla da dire - ha risposto Sabrina - mio padre deve pagare per quello che ha fatto».POSSIBILI COMPLICITA'La Procura di Taranto ha «attività in corso su eventuali complici». Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, col.Giovanni Di Blasio, nel corso di una conferenza stampa a Taranto. Le indagini sui eventuali complici – ha aggiunto il procuratore Franco Sebastio – sono necessarie «per chiarire aspetti che sono da prendere ancora in considerazione».I MESSAGGI DEGLI AMICI«Addio, piccolo angelo»: è questo uno dei messaggi lasciati dai compagni di scuola su un cartellone esposto davanti all'abitazione di Sara Scazzi. I compagni di scuola dell'istituto alberghiero "Mediterraneo" di Marugio (Taranto) stamani non sono entrati in classe e hanno deciso spontaneamente di andare ad Avetrana «per dare un segnale di solidarietà alla famiglia di Sara».Sono tre i cartelloni esposti nei pressi della casa della famiglia Scazzi: su uno di questi c'è scritto "La scuola è qui con te. Ti ricorderemo sempre, addio piccolo angelo". Su un altro cartellone i ragazzi stanno mettendo le loro firme. Sul terzo gli studenti hanno scritto "Sara resterai per sempre nei nostri cuori".