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Voto. Dalle urne svolta a destra. Fdi è in testa col 26,5%, Pd al 19,6, crollo Lega

E. Fat. e M. Ias. domenica 25 settembre 2022

Lo spoglio delle schede

I due terzi dello scrutinio nel cuore della notte mostrano una fotografia abbastanza nitida dei risultati dei partiti e del peso che potrebbero avere nel nuovo Parlamento ridotto a 600 componenti. Nei dati sono confermate le attese della vigilia, almeno sul partito al primo posto: è Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, il partito erede del Msi di Giorgio Almirante, che schizza al 26,5% e taglia un traguardo storico, affermandosi come partito nazionale e diventando la prima lista del Paese, in larga parte del territorio, tranne il Sud e le isole dove sul podio più alto si conferma invece il Movimento 5 stelle. Anche in Lombardia Fdi doppierebbe la Lega, al 28% contro il 15%. Il Partito democratico scende invece sotto la soglia, anche psicologica, del 20% e si arresta a un 19,6% che sembra destinato ad aprire discussioni dentro il partito. Al terzo posto si colloca M5s con un 15% tutto sommato insperato solo fino a poche settimane fa. Segue una Lega che crollerebbe giù all'8,9%, tornando ben al di sotto del 10% e anche del risultato che fu l'apice della Lega di Bossi nel 1996. Il partito di Matteo Salvini finisce quasi risucchiato da Forza Italia all'8%. Seguono Azione-Iv al 7,7%, l'alleanza Sinistra italiana-Verdi al 3,7% e +Europa al 3%, che sarebbe la quota necessaria per accedere alla ripartizione della quota proporzionale, e Italexit all'1,9%. Quasi scomparso invece Impegno civico, la formazione di Luigi Di Maio e Bruno Tabacci, data allo 0,5 per cento. A livello di coalizioni, il centrodestra è al 44% e il centrosinistra al 26,8%. Mentre alla Camera le proporzioni (delle proiezioni Opinio) sarebbero 42,7% per il centrodestra, 26,8% per il centrosinistra, 16% per il M5s e 7,5% per il Terzo

Prima, le proiezioni di Swg per La7 davano il partito meloniano al 26,1%, con un balzo impensabile per un partito che 4 anni fa veleggiava ancora al 4,3%. Anche questo istituto vedeva crollare la Lega all'8,8%, con Forza Italia all'8,2 e Noi Moderati allo 0,9%. Sugli altri fronti, il Pd di Letta sarebbe al 18,7%, Verdi e Si al 3,6 e +Europa, il partito di Emma Bonino, al 3,1%. Quanto agli altri, Azione-Iv si collocherebbe al 7,8%, Italexit di Paragone all'1,6% e Unione popolare di de Magistris all'1,4%.

Nella notte emergono anche le prime curiosità relative ai collegi uninominali: la prima riguarda il collegio di Fuorigrotta per la Camera dove, secondo l'istituto Youtrend, è eletto l'ex generale ed ex ministro Sergio Costa (M5S) che sconfigge Luigi Di Maio (centrosinistra), Mara Carfagna (Az/Iv) e Mariarosaria Rossi (centrodestra).

In precedenza, alle 23 sulla base degli exit-poll, sondaggi all’uscita delle sezioni, sempre il consorzio Opinio aveva indicato i consensi del centrodestra in oscillazone, in entrambe le Camere, tra il 41 e il 45%, il centrosinistra si fermerebbe tra il 25,5 e il 29,5% complessivo. Il Movimento Cinque stelle è stimato tra il 13,5 e il 17,5% in entrambi i rami del Parlamento. Il Terzo polo era stimato dagli exit-poll dal 6,5 all'8,5%. Nel dettaglio dei partiti delle due coalizioni: Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni sarebbe tra il 22 e il 26%, la Lega di Matteo Salvini tra l'8,5 e il 12,5%, Forza Italia di Silvio Berlusconi tra il 6 e l'8%, i Moderati tra lo 0,5 e il 2,5%.

Sul fronte centrosinistra, il Pd di Enrico Letta è dato tra il 17 e il 21%. Tra gli alleati dei dem, la lista Verdi/Sinistra oscillerebbe tra il 3 e il 5%, +Europa di Emma Bonino tra il 2,5 e il 4,5%, Impegno civico di Luigi Di Maio non oltre il 2%. Tra gli altri partiti, ItalExit di Gianluigi Paragone è stimata entro il 2,5%. Le altre liste che si sono presentate in solitaria alle elezioni sono considerate dagli exit-poll lontane dal 3%.

Con l’inizio dello spoglio, arriveranno nella notte anche le prime proiezioni degli istituti di ricerca realizzate sui voti “veri”. Ricordiamo che perché una lista abbia rappresentanza in Parlamento, deve raggiungere il 3%. Le liste che hanno corso in coalizione con altre, nel momento in cui non agguantassero il 3%, devono raggiungere almeno l’1% perché i propri voti vengano conteggiati a favore degli alleati.

Gli exit-poll in pratica hanno confermato i sondaggi pre-voto: Fdi primo partito, coalizione di centrodestra con la concreta possibilità di avere una maggioranza autosufficiente nelle due Camere, Lega e Fi in significativo calo, il Pd di Letta che lotta per agguantare il 20%, M5s in recupero rispetto all’inizio della campagna elettorale e il Terzo polo che cerca il sorpasso su Forza Italia ma resta distante dalla doppia cifra. Ora l’attesa è sulle prime stime dei seggi parlamentari.