Attualità

Il provvedimento. Rientro capitali, fatta la legge

Nicola Pini venerdì 5 dicembre 2014
Dovranno pagare tutte le tasse evase ma avranno una forte riduzione sulle sanzioni e la non punibilità per i reati tributari commessi i detentori di capitali nascosti in Italia o all’estero che decideranno di regolarizzare la loro posizione. L’opportunità arriva con l’approvazione definitiva della legge sulla voluntary disclosure (letteralmente: rivelazione volontaria) approvata ieri dal Senato in via definitiva. Il ministro dell’Economia prudenzialmente non ha fatto stime sui possibili incassi. Ma si parla di somme ingenti, fino a 5-6 miliardi di euro, se l’operazione si dimostrerà efficace. Per le casse dello Stato sarebbe una manna. Il provvedimento introduce nel codice il reato di autoriciclaggio, ovvero il riciclaggio di denaro ottenuto da attività illecite da parte dello stesso soggetto che le ha commesse. Chi aderisce alla disclosure  non sarà punibile per questo nuovo reato fino al 30 settembre del 2015, quanto si chiuderà la finestra temporale per l’autodenuncia, mentre lo diventerà dopo. Un meccanismo che dovrebbe incentivare l’emersione dei capitali in nero. Anche se la formulazione del reato è ritenuta non abbastanza severa da settori della magistratura. Proprio le polemiche sull’autoriciclaggio avevano rallentato finora l’iter della legge. Soddisfazione da parte del governo. La legge è passata in Senato con 119 sì, 61 no e 12 astensioni. «Approvato anche rientro dei capitali e autoriciclaggio. È proprio #lavoltabuona», ha commentato via Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi. In una nota il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan giudica il provvedimento «innovativo perché, rispetto alle precedenti misure non è un condono, in quanto l’imposta dovuta si paga per intero. Chi aderirà avrà una riduzione delle sanzioni amministrative e penali». Non ci sarà invece l’anonimato come nel caso degli 'scudi fiscali' dei governi Berlusconi. Il responsabile della Giustizia Andrea Orlando sottolinea a sua volta «l’importantissimo e non scontato risultato» ottenuto con l’introduzione dell’autoriciclaggio, un passo avanti «sul tema della lotta alla criminalità organizzata».  Lasanatoria sui redditi evasi riguarda tutti i contribuenti, persone o società, comprende tutte le violazioni commesse fino al 30 settembre scorso e potrà essere attivata nei primi nove mesi del 2015. L’imposta si potrà pagare in un’unica soluzione o in tre rate mensili e la bozza del modello da compilare è già visibile sul sito dell’agenzia delle Entrate. Sulle somme regolarizzate saranno dovuti anche gli interessi. Il costo dell’operazione sarà molto diversa a seconda dei casi. In base alle simulazioni effettuate potrebbe variare dal 10% circa del capitale iniziale nascosto se ricevuto in eredità fino al 70 80% in caso di redditi totalmente evasi. Per quanto riguarda l’autoriciclaggio le pene previste sono il carcere da 1 a 4 anni quando il reato presupposto ha pene inferiori ai 5 anni di reclusione (si comprende anche la frode fiscale); da 2 a 8 anni negli altri casi. Commette autoriciclaggio chi, colpevole di un altro reato, sostituisce, trasferisce o impiega il denaro ottenuto in attività economiche o finanziarie. Resta invece la non punibilità se il denaro viene riciclato impiegandolo per il «godimento personale», cioè per acquistare beni privati. Un aspetto che ha sollevato critiche in fase di stesura.