Attualità

Emergenza. Migranti via da Lampedusa, ponte aereo

A. Turrisi e G. Maria del Re martedì 8 luglio 2014
Un barcone dopo l’altro, a decine continuano a solcare il Mediterraneo. Quasi tutti vengono intercettati dalle navi militari di "Mare nostrum", alcuni sfuggono e arrivano fino all’imboccatura del porto di Lampedusa, proprio mentre tutta la comunità isolata celebra il primo anniversario della visita di Papa Francesco, o sulla spiaggia di Ispica, nel Ragusano.Sono oltre 2.600 i migranti soccorsi nello scorso fine settimana. Le ultime operazione di salvataggio nell’ambito di Mare Nostrum sono state eseguite ieri: la corvetta Fenice con a bordo circa 447 migranti, ha recuperato altri 161 migranti (di cui 6 minori), la M/V CP 906 ha imbarcato 122 migranti ed entrambe si sono dirette verso il porto di Trapani; la rifornitrice Etna con a bordo circa 880 migranti ha recuperato altri 200 migranti; infine la M/V CP 319 ha intercettato un’imbarcazione azzurra, all’imboccatura del porto di Lampedusa, con circa 354 migranti. Con gli altri arrivi della serata ieri, nella più grande delle Pelagie, sono sbarcate complessivamente quasi 800 persone, quasi tutte di nazionalità eritrea. È stato riaperto d’urgenza il centro d’accoglienza ma in serata c’erano ancora quasi duecento immigrati, tra cui donne e bambini, bloccati sul molo Favarolo in attesa di sistemazione.  La situazione era davvero critica, tanto che il direttore di Migrantes, monsignor Perego, ha segnalato la difficoltà alle istituzioni anche tramite Avvenire. E nella notte tra lunedì e martedì qualcosa si è mosso: quattro aerei dell'Aeronautica Militare hanno effettuato il tarsbordo di oltre 500 migranti nei vari centri di accoglienza della Sicilia, alleggerendo così la situazione di disagio a Lampedusa.La corvetta Vega, invece, ha recuperato 230 migranti (141 uomini, 44 donne e 45 minori) trasbordati successivamente sul M/V Cindia (battente bandiera Antigua e Barbuda) che li ha portati a Pozzallo, nel Ragusano. Altri cento, invece, sono giunti sulla spiaggia di Ispica, nel ragusano, dove li ha condotti uno scafista che poi è fuggito.I migranti recuperati provengono principalmente da Eritrea, Zaire, Sudan e Algeria.Storie di sofferenza e di accoglienza, di fuga e violenze, su cui si è soffermato il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, nell’omelia pronunciata nella parrocchia San Gerlando a Lampedusa nel primo anniversario della visita di Papa Francesco nelle Pelagie. «Prego il Signore che le istituzioni dell’Unione Europea e l’intera Comunità internazionale si lascino convincere ad agire con maggiore coordinamento e con autentico spirito di collaborazione, per la creazione di un mondo più giusto, più solidale, più umano». «Le questioni poste dai flussi migratori toccano anzitutto la realtà stessa dell’emigrazione: correttamente gestita, nella regolarità e nella sicurezza, essa non è una minaccia, ma può essere un’opportunità per l’Europa». E proprio di questo si troveranno a discutere oggi a Milano i ministri Ue di Interno e Giustizia. Intanto esplodono in tutta l’Ue le richieste di asilo, con un aumento del 30% in un anno, ma l’Italia è tra i Paesi in cui nel 2013 sono cresciute di più (+61%), come si legge nel rapporto pubblicato ieri dall’Easo (European Asylum Support Office, l’ufficio Ue che si occupa della questione), alla presenza del commissario agli Affari interni Cecilia Malmström, che oggi e mercoledì partecipa al consiglio informale a Milano. Il commissario ha ricordato che «non è giusto dire che l’Europa ha abbandonato l’Italia e certamente non la Commissione Europea». Malmström ha però anche esortato gli Stati membri finora meno impegnati a fare di più per accogliere i profughi siriani, «penso – ha detto – che 28 paesi Ue dovrebbero partecipare ai programmi di reinsediamento», così «potremmo dare rifugio a 150.000 siriani».Il rapporto dell’Easo avverte che il record di 435.760 richieste in tutta l’Ue è il massimo mai toccato dall’inizio delle rilevazioni nel 2008. Per quanto riguarda l’Italia, si è passati dalle 17.335 domande del 2012 alle 27.930 del 2013 (ma nel 2011 erano 40.315). Il maggior numero di aumenti per il Belpaese ha riguardato nigeriani, somali ed eritrei. Il rapporto denuncia per l’Italia lacune sul fronte della procedura d’asilo, la protezione di minori non accompagnati, le condizioni di accoglienza e l’integrazione locale dei rifugiati.