Attualità

Inchiesta di Firenze. Bancarotta, revocati i domiciliari per i coniugi Renzi

Alessia Guerrieri venerdì 8 marzo 2019
Tiziano Renzi e Laura Bovoli tornano liberi. Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Firenze che, accogliendo la richiesta della difesa, ha revocato la misura degli arresti domiciliari per i genitori dell'ex premier. I coniugi Renzi erano ai domiciliari dal 18 febbraio scorso nell'ambito di un'inchiesta per bancarotta e fatturazioni per operazioni inesistenti. Il tribunale del Riesame ha inoltre disposto nei confronti dei coniugi Renzi la misura cautelare dell'interdizione dall'esercizio dell'attività imprenditoriale per 8 mesi

«Tiziano Renzi e Laura Bovoli sono persone libere - spiega il loro legale Federico Bagattini -, per i prossimi otto mesi non potranno svolgere attività imprenditoriale». La difesa - aggiunge - esprime «la propria soddisfazione alla quale si unisce quella dal punto di vista umano dei coniugi Renzi».

Anche l'ex premier Matteo Renzi via social esprime tutta la sua soddisfazione per la notizia, prima di abbracciare i genitori e di essere convinti che «si andrà a processo con la forza dell'innocenza». Ovviamente la notizia, puntualizza, «non avrà la stessa eco che ha avuto l'arresto: il circo mediatico sarà meno interessato». Sempre via Facebook è lo stesso papà Tiziano a commentare la buona notizia: «Siamo felici per la libertà. Ma non ci basta: noi vogliamo dimostrare la nostra innocenza. E lotteremo per questo. Grazie a chi ci ha sostenuto in questi giorni durissimi».

La richiesta di revoca degli arresti domiciliari «per la totale insussistenza delle esigenze cautelari» era stata depositata dapprima al gip Angela Fantechi dall'avvocato Federico Bagattini, difensore dei coniugi, durante l'interrogatorio di garanzia, motivandola anche con il fatto che i genitori dell'ex premier hanno lasciato ogni carica nella Eventi 6. Il gip l'aveva respinta l'1 marzo scorso. I legali di Renzi senior e della moglie hanno presentato la stessa richiesta al Tribunale del Riesame corredandola con una memoria di 25 pagine con numerosi allegati e, durante l'udienza del 6 marzo scorso, hanno contestato uno per uno i capi d'imputazione, in particolare la bancarotta.
Ai genitori dell'ex premier vengono contestate dall'accusa fatture false e gonfiate per circa 250mila euro. Le avrebbe emesse, secondo i magistrati della procura di Firenze, la Marmodiv, una delle cooperative coinvolte nell'inchiesta. Ma la Marmodiv, per la quale è stato chiesto il fallimento nell'ottobre scorso, secondo l'accusa sarebbe stata utilizzata per "alleggerire" degli oneri previdenziali e fiscali la società della famiglia Renzi, la Eventi6. Sempre secondo l'accusa, i coniugi Renzi sarebbero gli amministratori di fatto di questa cooperativa, come lo sarebbero stati di altre due cooperative coinvolte nell'inchiesta e già fallite.