Attualità

PARLAMENTO. Spending review, ok dal Senato Province "riordinate"

martedì 31 luglio 2012
L'aula del Senato ha approvato (con 217 sì, 40 no e 4 astenuti), la fiducia al decreto legge sulle spending review con dentro anche il contenuto del dl sulle dismissioni immobiliari. Tra le norme che più hanno fatto discutere, quelle sui farmaci (resta l'obbliogo di indicare il principio attivo ma il medico potrà indicare anche il nome di un farmaco che ritiene opportuno) e l'aumento delle tasse per gli universitari fuori corso (saranno esonerati gli studenti che hanno reddito Isee familiare sotto i 40 mila euro). Per quanto riguarda le Province, salta la parola "soppresse" sostituita dalla parola "riordinate". Hanno votato a favore Pd, Pdl (ma con una decina di dissensi interni che hanno portato a non votare la fiducia), Udc e Terzo Polo. Hanno detto no Lega e Idv. Coesione nazionale ed Mpa non hanno partecipato.Ora il provvedimento andrà alla Camera per essere convertito in legge giovedì o venerdì.La prima fase operativa della spending review assicura allo Stato risparmi di poco superiori a 4 miliardi nel 2012, a 10 miliardi nel 2013 e a 11 miliardi nel 2013. Con le risorse raccolte il governo rinvia al secondo semestre del prossimo anno l'aumento delle aliquote Iva previsto per il prossimo mese di ottobre, assicura il pensionamento anticipato ad altri 55.000 esodati, finanzia spese "indifferibili" per oltre 2 miliardi nel prossimo anno e destina 1 miliardo sia nel 2013 sia nel 2014 alle zone terremotate di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.Tra le modifiche di rilievo introdotte dal Senato, la facoltà per le regioni di aumentare dal 2013 all'1,1% dall'attuale 0,5% l'addizionale Irpef.Dopo un teso confronto con le case farmaucetiche, il maxiemendamento conferma l'obbligo per il medico di indicare sulla ricetta il solo principio attivo. Il medico ha però la facoltà di indicare sulla ricetta il nome del farmaco di marca con lo stesso principio attivo e la sua indicazione sarà vincolante per il farmacista se accompagnata da una sintetica motivazione scritta.Il capitolo dismissioni prevede la cessione alla Cassa depositi e prestiti delle società a controllo pubblico Sace, Fintecna e Simest. Poiché Cdp è fuori dal perimetro della pubblica amministrazione, l'operazione porterà entro il 2012 a ridurre il debito pubblico di circa 10 miliardi.Altra misura importante è la facoltà, data a Banca Mps , di vendere al Tesoro speciali obbligazioni simili ai Tremonti bond per rispettare il rafforzamento patrimoniale chiesto dall'Eba, l'Autorità bancaria europea.​