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Vertice italo-tedesco. Merkel: sì alle riforme di Renzi

lunedì 17 marzo 2014
La cancelliera tedesca Angela Merkel esprime forte sostegno alle riforme economiche annunciate dal presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi mercoledì e che rappresentano un buon punto di equilibrio tra la crescita e il consolidamento dei conti pubblici. "Sono stata molto impressionata. Assistiamo a un cambiamento strutturale in Italia", ha detto la Merkel ai giornalisti a Berlino nella conferenza stampa seguita al bilaterale con Renzi. "Per me è anche chiaro che l'Italia rispetta il Patto di stabilità e crescita in entrambe le sue componenti: crescita e occupazione da una parte e dall'altra stabilità e riconoscimento del Fiscal Compact". L'Italia, ha detto ancora la Merkel, vuole spingere la crescita rispettando il patto di Stabilità e "non ho motivo di dubitarne". "In base all'esperienza tedesca le riforme trovano sempre entusiasmo in alcune parti, ma diffidenza" in altre parti. Ma tutto dipende dal "risultato" che ottengono. Lo ha detto Merkel, spiegando che "una riforma del mercato del lavoro ha bisogno di un lungo respiro. Noi abbiamo dovuto aspettare due-tre anni per avere primi risultati".Da parte sua Renzi ha confermato che l'Italia intende rispettare i parametri di Maastricht e rivedere la spesa pubblica, ma anche recuperare domanda interna. "Il trend negativo del rapporto debito/Pil continua anche con un avanzo primario se non c'è crescita", ha detto ancora Renzi."Le regole ce le siamo date noi e sono importanti - ha proseguito il premier -. Vogliamo restare nei limiti del 3%, ma per farlo dobbiamo avere la forza di investire per restare nei limiti. Il nostro rapporto debito/Pil è cresciuto per le riforme che sono state fatte in questi anni, perchè nonostante l'Italia abbia un avanzo primario il nostro problema è la mancanza di crescita. Oggi si tratta di rispettare il 3%, ma fare una revisione strutturale, irreversibile della spesa, non come una tantum, e dentro questo pacchetto aiutare la domanda interna"."La pretesa di creare posti di lavoro attraverso una legislazione molto dura, articolata e restrittiva è fallita. Dobbiamo cambiare le regole del gioco. Come una squadra che per cinque anni perde tutte le partite. Nelle politiche sul lavoro della Germania abbiamo un modello di riferimento". Così Matteo Renzi risponde a proposito della nuova legislazione sul lavoro.Intanto il ministro delle Finanze tedesco Wolfang Schaeuble promuove l'obiettivo del nuovo governo italiano di accelerare il tempo delle riforme per aumentare produttività e crescita in Italia, ma mette in guardia da rinvii sul consolidamento delle finanze statali. "Il colloquio tra i due ministri delle Finanze si è svolto in un'atmosfera costruttiva", si legge nella nota. "Il ministro tedesco ha salutato favorevolmente l'obiettivo del governo italiano di accelerare il tempo delle riforme per aumentare produttività e crescita e ridurre l'altra disoccupazione giovanile. E' però anche giusto - conclude la nota - che il consolidamento delle Finanze statali attraverso le riforme strutturali non sia rinviato".L'INCONTRO CONFINDUSTRIA-BDIIncrementare il contributo dell'industria al 20% del Pil dell'Ue entro il 2020, sostenere un'importante agenda di liberalizzazione commerciale e porre la competitività industriale al centro del nuovo pacchetto energia e clima 2030. Questa la richiesta di Confindustria e Bdi (l'associazione degli industriali tedeschi) a Matteo Renzi e Angela Merkel in occasione del vertice bilaterale italo-tedesco in corso a Berlino. Una delegazione di imprenditori guidata dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e composta da Fulvio Conti, Amministratore delegato di Enel e vicepresidente di Confindustria, Lucia Aleotti, presidente del Gruppo Menarini e Mario Greco, Amministratore delegato di Generali, si legge in una nota, ha incontrato una rappresentanza della Confindustria tedesca (BDI) e a seguire, congiuntamente, i ministri dell'industria italiano e tedesco, Federica Guidi e Sigmar Gabriel, partecipando poi al pranzo di lavoro delle due rappresentanze governative.