Attualità

L'incontro. Renzi-Hollande: coalizione ampia contro Daesh

giovedì 26 novembre 2015

Il premier Matteo Renzi ha incontrato all'Eliseil presidente francese Francois Hollande. I due hanno avuto un breve incontro di lavoro dedicato ai temi del terrorismo, al termine del quale Hollande è partito per Mosca, dove incontrerà il presidente russo Vladimir Putin. Renzi entra così nella girandola di incontri che il numero uno francese sta facendo con tutti i grandi leader. Ieri sera Hollande ha ricevuto la cancelliera tedesca Angela Merkel con la quale ha deposto dei fiori in place de la Republique. Lunedì aveva visto il premier britannico David Cameron, martedì ha incontrato il presidente Usa Barack Obama. "Contro Daesh occorre avviare iniziative militari comuni" ha detto Hollande al termine dell'incontro con Renzi aggiungendo che Italia e Francia sono unite contro il terrorismo "C'è la necessità di una coalizione sempre più ampia che porti alla distruzione" del Daesh "e del disegno atroce che esso rappresenta" ha confermato Renzi definendo quelli di Parigi atti contro l'umanità. "L'Italia conferma i suoi impegni" a livello Ue ha aggiunto il premier italiano. "Siamo impegnati a livello militare, in molti casi con la Francia, e penso al Libano ma non solo: anche all'Iraq, Siria, Afghanistan, Kosovo e Africa, dove molto forte è l'impegno francese". Ma non bisogna sottovalutare i nuovi fronti. "È fondamentale dare priorità assoluta al dossier Libia che rischia di essere la maggiore emergenza". "Sui rifugiati abbiamo bisogno di avere un accordo globale con la Turchia, che può essere davvero significativo nella costruzione di un diverso livello di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo" Contro il terrorismo serve "una risposta culturale", non solo militare ha aggiunto Renzi toccando uno dei temi a lui caro. Ma il momento della visita di oggi che meglio rappresenta la linea dell'esecutivo italiano è stato il discorso alla Sorbona, l'università presso la quale era ricercatrice Valeria Solesin, l'italiana rimasta uccisa negli attentati. Per Renzi quella di inserire nelle visite diplomatiche le università è una prassi. Da mesi ripete che la cultura è l'arma più importante contro il terrore. "Bisogna serrare i ranghi dell'Ue e contrastare le forze centrifughe che attraversano il continente: dal rischio di Brexit, alle conseguenze politiche della crisi economica e finanziaria, ci sono troppi strappi nel tessuto dell'Unione, ma il rischio maggiore è lo strappo tra le istituzioni e i cittadini" ha detto il premier chiedendo "una maggiore cooperazione tra l'intelligence degli Stati membrì e sottolineando che "non rinunceremo mai alla nostra identità", non rinunceremo mai a vivere, non rinunceremo mai a vivere liberi perché "per sconfiggere il terrore bisogna vincere la paura: non deve farci perdere la nostra umanità".Parole che tornano sempre più di attualità in questi giorni, e alle quali ha dato due giorni fa concretezza annunciando che, a fronte di un miliardo di euro speso in sicurezza, il Governo intende destinarne un altro alla cultura: "Per ogni euro in più investito in sicurezza - ha detto - ci deve essere un euro in più investito in cultura", ha scandito in quella sala degli Orazi e dei Curiazi del Campidoglio, dove nel 1957 si firmarono i trattati di Roma, che diedero origine al primo nucleo di quella che poi divenne l'Unione europea.