Attualità

LA POLEMICA. E Renzi il «rottamatore» va ad Arcore

martedì 7 dicembre 2010
"Ieri ho incontrato Silvio Berlusconi, che mi ha gentilmente fissato l'appuntamento che gli avevo chiesto qualche settimana fa. Ho chiesto al Presidente del Consiglio di mantenere gli impegni per Firenze che il Pdl si era preso in campagna elettorale, a partire dalla legge speciale. Per me un impegno in campagna elettorale va rispettato, sempre. Dieci giorni fa ho corso persino una maratona per dimostrarlo (e ancora mi fanno male le gambe, ma avevo dato la mia parola)". Lo scrive sul suo profilo Facebook il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (Pd), confermando così le indiscrezioni uscite su alcuni giornali. "Se il Governo vuole mantenere gli impegni - prosegue Renzi -  l'occasione più logica è il decreto mille proroghe che va in votazione a stretto giro: non sarà una legge speciale, ma potrebbe esserci un gesto di attenzione per Firenze. Nulla ci è dovuto, ma in tutte le campagne elettorali (politiche 2008, comunali 2009, regionali 2010) il centrodestra ha speso parole e promesse, davanti ai fiorentini e a tutti i media locali. Io non mi fermo all'ideologia, io voglio vedere se mantiene la parola. Se il Governo non vuole mantenere gli impegni potrò dire ai fiorentini che ci ho provato davvero, fino alla fine, senza guerre ideologiche e con la concretezza di un  amministratore che si occupa dei suoi asili e dei suoi centri anziani".Ma la trasferta milanese del sindaco di Firenze provoca malumore nel Pd. A partire dal segretario Pier Luigi Bersani che non nasconde davanti ai cronisti l'irritazione per la mossa del giovane sindaco. "Se era per i problemi di Firenze c'era Palazzo Chigi, a mio gusto", commenta gelido. "Non è vietato che un sindaco incontri il presidente del Consiglio ma esistono le sedi, i posti. Sennò si può capire male...", insiste il segretario del Pd.