Attualità

La visita del premier. Design ed Expo, la doppia sfida di Milano

venerdì 11 aprile 2014

Dal Vinitaly al Salone del Mobile senza passare del via. Ama i bagni di folla il premier Matteo Renzi che ieri è sbarcato a Milano per un giro tra i padiglioni della Fiera che ospitano le ultime novità in materia di arredamento e design e il centro città per un vertice su Expo, insieme ai ministri Lupi e Martini e alle autorità cittadine, nella sede di rappresentanza della società in via Rovello. Il governo non fa annunci ma lavora, è il ritornello che il premier ripete più volte parlando delle riforme, dei tagli degli stipendi dei manager e degli altri temi caldi della politica nazionale.

 

Non manca una frecciata al leader dei Cinque Stelle Beppe Grillo che ha accusato la Rai di fare campagna elettorale per il Pd. "Noi - ha detto Renzi - facciamo proposte per il paese mentre Grillo attacca gli altri. Noi stiamo tra la gente e lui guarda i sondaggi. E' una strategia che magari funziona ma il mio compito è stare nell'Italia che funziona come Vinitaly, il salone del mobile e l'Expo. Mentre loro stanno sempre più tra gli addetti ai lavori". 

Agli espositori del Salone del Mobile il premier ha portato un "un messaggio di gratitudine, non del governo, ma dell'Italia che vede la passione e il coraggio che state mettendo nel vostro lavoro". "Qui - ha aggiunto - vedo un'Italia viva che sta dimostrando che ce la possiamo fare, che ce la dobbiamo fare". Parlando dell'eccellenza del design italiano, Renzi ha sottolineato che "il nostro paese è portatore sano di bellezza e nel mondo c'è una domanda d'Italia che è più grande di noi". Infine ha dato appuntamento per il Salone del Mobile del 2015, promettendo di ritornare. "Brinderemo - ha concluso - a un 2015 che non sarà solo fatto di Expo, ma di presentazione di Italia all'estero".

Proprio all'Expo è stata dedicata la seconda parte della visita milanese del premier. Pochi minuti davati all'Expo-Gate difronte al Castello Sforzesco, con tanto di passeggiata in centro e siparietto con i giornalisti che gli ricordavano come lui fosse il quarto presidente del Consiglio ad occuparsi dell'affare Expo. "Il quinto sarà meglio" ha detto esorcizzando la paura di non essere più in carica quando si terrà l'evento.