Attualità

SICILIA. Raid punitivo contro la missione "Speranza e carità" a Palermo

Alessandra Turrisi sabato 25 agosto 2012
​Una spedizione punitiva contro gli immigrati che vivono nella missione "Speranza e carità", a Palermo. Un’aggressione, apparentemente generata da futili motivi, da ignoranza mista a povertà materiale e culturale, ha messo a dura prova l’ordine pubblico nella "Cittadella del povero", a poca distanza dalla Stazione centrale, e ha mandato all’ospedale il fondatore del centro, il missionario laico Biagio Conte, ferito lievemente alla testa.Tutto è accaduto nella notte fra giovedì e venerdì, quando un gruppo di una quindicina di persone, presumibilmente abitanti del quartiere popolare in cui ha sede la missione, si è presentato davanti ai cancelli dell’ex caserma dell’Aeronautica di via Decollati, diventata rifugio per oltre 700 extracomunitari. Secondo i testimoni, gli uomini sono arrivati armati di spranghe e bastoni e hanno chiesto al guardiano, in maniera brusca, se all’interno del centro fosse presente un extracomunitario. Vedendosi negato l’aiuto hanno cominciato una sassaiola. Qualcuno ha anche tentato di scavalcare la cancellata. Perché cercassero quel ragazzo in particolare non è chiaro: qualcuno dice perché aveva fatto avances a qualche donna della zona, qualcun altro perché aveva sporcato con l’urina il muro di una strada.A quel punto anche Biagio Conte, che risiede sempre nel centro di via Decollati assieme ai suoi “fratelli ultimi”, è uscito per cercare di capire cosa stesse succedendo e per cercare un dialogo con quei giovani. «Biagio ha provato a convincerli, ma a questa gente non interessa parlare, non vogliono ragionare e hanno cominciato a tirare pietre» racconta don Pino Vitrano, il sacerdote da anni braccio destro di Biagio Conte. Un sasso ha colpito il missionario, che è caduto a terra con la testa rigata di sangue. L’uomo, che da anni soffre di problemi di salute, è stato portato all’Ospedale Civico, mentre veniva chiamata la polizia. Gli aggressori si sono dileguati, Biagio è stato medicato con quattro punti di sutura alla testa, ma sull’episodio sono in corso indagini della polizia, che sta cercando di identificare gli autori del raid e le cause che hanno indotto il “commando” a una spedizione punitiva. Biagio Conte e don Pino Vitrano confidano che da qualche tempo la convivenza nel quartiere è diventata difficile. C’è intolleranza tra la gente verso i migranti ospitati in missione, spesso atteggiamenti di aggressività. Ma gli operatori della missione non si lasciano intimorire. La "Cittadella del povero" è una delle tre sedi di "Speranza e carità", che fece i primi passi nell’ex sanatorio comunale di via Archirafi, oggi una struttura bella e accogliente per i senza fissa dimora, e che è stata aperta anche alle donne e ai bambini nei locali della missione femminile di via Garibaldi. Per un totale di circa mille ospiti fissi, a cui vengono garantiti un letto, un tetto e tre pasti al giorno. Un’impresa sociale che da oltre vent’anni riesce a fornire risposte concrete a una povertà sempre più drammatica, che bussa alle porte della città.