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L'elezione del ppresidente. Quirinale, Martino candidato dei moderati

mercoledì 21 gennaio 2015
​L'ex ministro Antonio Martino è "il candidato dei moderati" per il primo turno delle votazioni per il Quirinale. È quanto ha comunicato il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, incontrando i deputati del suo partito a palazzo Grazioli.Martino, uno dei fondatori di Forza Italia (ha la tessera numero due del partito, mentre la numero uno ovviamente è di Berlusconi), è stato ministro degli Esteri e della Difesa. L'interessato ha accolto con piacere e molta sorpresa la sua candidatura da parte del partito azzurro: "Io candidato? Non so nulla, mi sembra uno scherzo". Si tratta comunque - ha spiegato Berlusconi –- di un candidato di bandiera per le prime tre votazioni per poi arrivare alla quarta con un nome condiviso con il Pd."Abbiamo una linea politica chiara, che è quella di riunire i moderati per arrivare finalmente ad un bipartitismo maturo", ha detto ancora Berlusconi. Il nome di Martino è trapelato un po' a sorpresa, perché giovedì è previsto un nuovo incontro di partiti del centrodestra, indetto proprio per decidere la candidatura comune "di bandiera" dei moderati. L'atro aspetto è che lo stesso Alfano, uscito da un precedente incontro con Silvio Berlusconi e le rispettive delegazioni a palazzo Madama, aveva detto che oggi "non abbiamo fatto nomi per il Colle. Aspettiamo che si concludano questi delicatissimi giorni in Parlamento sulle riforme e sulla legge elettorale".  Oltre alla questione del nome, nel vertice tra Forza Italia e Area Popolare è stato siglato un "patto per il Colle", secondo il quale si farà fronte comune nella scelta del nuovo presidente della Repubblica. "Abbiamo deciso che indicheremo al Pd e a Renzi un nostro candidato comune. Faremo sempre una valutazione comune sui candidati che ci propongono", ha detto Alfano al termine. Il Nuovo Centro Democratico invece con diverse note ha espresso l'intenzione di votare scheda bianca alle prime tre votazioni, "fermo rimanendo l'impegno positivo per arrivare a un candidato di forte personalità e di impostazione moderata riformista da concordare evidentemente con Renzi", spiega Fabrizio Cicchitto.