Attualità

Azzardo. Quei dietrofront delle Regioni

Antonio Maria Mira giovedì 8 dicembre 2022

Fatta la legge (buona), trovata la...modifica (pessima). Tutte le Regioni negli ultimi anni hanno approvato leggi di regolamentazione dell’azzardo. Leggi quasi sempre molto severe, necessarie in mancanza di una norma nazionale che metta un freno al grande affare e soprattutto cerchi di limitare i danni. Ma dopo pochi anni, spesso ancor prima dell’entrata in vigore, 7 regioni hanno fatto marcia indietro. Modificando o prorogando l’applicazione di alcune regole introdotte, in particolare quelle sul distanziometro, cioè sulle distanze minime previste tra sale gioco o esercizi commerciali con slot, e “luoghi sensibili”. Norma fondamentale per non incentivare l’azzardo. Eppure dal Nord al Sud si è cambiato idea. In modo trasversale.

A cominciare l’8 luglio 2021 il Piemonte che ha profondamente modificato la legge del 2016 riducendo il distanziometro a 400 metri per i Comuni sopra i 5mila abitanti, rispetto ai precedenti 500 metri, ed abolendo la retroattività, salvando così le attività esistenti. Il 13 luglio si accoda la Sicilia che elimina la retroattività e riduce il distanziometro a 300 metri per i Comuni sotto i 50mila abitanti. Il 29 novembre 2021 il Consiglio regionale delle Marche proroga al 31 luglio 2023 l’entrata in vigore del distanziometro previsto da una legge regionale del 2017 che dava ben 4 anni di tempo per adeguarsi.

E arriva il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che il 17 dicembre 2021 proroga il distanziometro previsto dalla legge regionale del 17 luglio 2017, e che doveva entrare in vigore il 31 agosto 2021 - entro il termine delle concessioni governative, la cui scadenza era fissata al 20 marzo 2022, “salvo ulteriori proroghe”. Che sono arrivate. Infatti la manovra economica del Governo Meloni contiene una proroga delle concessioni online al 31 dicembre 2023, ma è quasi certo che sarà aggiunta anche quella per slot e altri “giochi” fino al 2024.

E’ già del novembre 2020 la legge regionale dell’Abruzzo che modifica quella del 2013 mai applicata, peggiorandola. Dal distanziometro, ridotto a 300 metri, sono infatti escluse le sale scommesse e i tabaccai. Infine il Lazio che ad agosto 2021 proroga di un anno il distanziometro di 500 metri, la cui applicazione era prevista l’1 settembre da una legge regionale del 2013, modificata nel 2020. Ma l’11 agosto 2022 arriva invece la riduzione del distanziometro a 250 metri ma solo per le nuove sale, niente retroattività. Resta rinviata “sine die” l’entrata in vigore in Liguria della legge regionale approvata all’unanimità nel 2012, e con essa il distanziometro. Prorogata nel 2017 e poi nel 2018 in attesa del nuovo testo unico regionale, approvato in Giunta ma mai approdato in Consiglio.