Attualità

Il caso. Protestano i genitori, il Lazio ritira le linee-guida "gender" da scuole

martedì 18 maggio 2021

L’ufficio scolastico regionale del Lazio, con una circolare, ha ritirato la nota del 14 maggio con cui erano state inviate alle scuole le «strategie di promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere», finite subito al centro di un caso politico, nonché delle proteste di diversi genitori.

Le linee-guida sarebbero state elaborate dall’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini (dove ha sede un centro che tratta adolescenti di questo tipo) che però, dopo il clamore suscitato, ieri ha negato ogni coinvolgimento e responsabilità, prendendo le distanze: «L’istituto Metafora-Centro ricerca e terapia della famiglia, del bambino e dell’adolescente Srl, ha utilizzato, senza alcuna autorizzazione, il logo dell’azienda abusando di un rapporto di convenzione in corso con il San Camillo, finalizzato al supporto psicologico di adeguamento tra identità fisica e psichica».

Pertanto, si legge nella nota, «l’azienda ospedaliera non è responsabile né dei contenuti, né delle modalità con cui il documento è stato diffuso». dal canto suo, il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso (Lega) critica l’Ufficio scolastico regionale del Lazio, che a suo dire si è «prodotto in una inaccettabile apertura sulla questione relativa all’identità di genere», trasformando «un semplice webinar, promosso da associazioni con una smaccata connotazione politica» in un «evento-faro per tutti gli istituti del territorio, una sorta di base di riferimento da cui partire per poi magari declinare il tema con sfumature ancora più oltranziste».

Nello scontro politico – già acceso dall’esame in Parlamento del disegno di legge Zan – entra, dal versante opposto, il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni: «È emblematico che sia proprio la Lega ad attaccare a testa bassa chi nelle scuole del Lazio vuole contribuire a formare sui temi dell’identità di genere».