Attualità

POLITICA. Processo breve e legge elettorale infiammano il dibattito politico

Angelo Picariello martedì 31 agosto 2010
Confronto politico sempre serrato sui temi di una nuova legge elettorale e sul cosiddetto processo breve. Il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, non ha dubbi: ""Escludo che ci sia una maggioranza in Parlamento per rivedere la mia legge" e poi chiosa: "La legge elettorale, oltre alla rappresentatività democratica, deve garantire l'imprevedibilità" e il 'porcellum' "ha fatto vincere una volta la sinistra e un'altra la destra. Non favorisce nessuno a priori, a differenza di altre proposte che vedo girare in questi giorni". Per Daniele Capezzone, portavoce Pdl: "È ormai evidente un fatto: la sinistra, l'opposizione e, in particolare, il Pd non ha nè proposte nè un progetto. L'unico collante disponibile resta l'antiberlusconismo, una ostilità tenace, livorosa, già ripetutamente bocciata dal Paese. Una sinistra così non è un'alternativa credibile".Per il processo breve si insiste dalle fila del Pdl: "Il merito del governo Berlusconi è anche quello di volere ridimensionare cifre incivili, che tengono vite e imprese appese decenni in attesa della sentenza e che per questo ci hanno fatto condannare dall'Europa", sostiene il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Gli fa eco il portavoce nazionale vicario del partito, Anna Maria Bernini: si tratta di "una delle priorità più evidenti e avvertite dalla gente per tagliare l'ingessatura di processi infiniti, che danneggiano la vita di persone e imprese". Netto il no di Antonio Di Pietro: il termine "processo breve è una truffa mediatica" e il provvedimento proposto dalla maggioranza "non abbrevia il processo, ma i termini dell'impunità e Berlusconi fa politica per assicurarsi l'impunità". Per il leader Idv "in Parlamento sarà la cartina di tornasole del comportamento di tutti: della maggioranza, dell'opposizione e della finta o neo-opposizione interna al centrodestra".Sul fronte della legge elettorale dall'opposizione Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del Pd, ammonisce: "Il centrodestra è in difficoltà vera e trascina nella sua crisi l'intero Paese. Il Pd dev'essere la forza trainante dell'alternativa. Noi vogliamo cancellare il 'porcellum', dare agli italiani la possibilità di scegliere chi li rappresenta, dare al Paese un esecutivo stabile e che possa governare sulla base di un programma condiviso". Contro la cosiddetta 'legge porcatà anche il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: "Pdl e Lega difendono la casta. In Parlamento devono sedere gli eletti, non più i nominati". Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia, dice: "Tutto è meno peggio del porcellum, una legge che esiste solo in Italia".