Attualità

AVETRANA. Sarah, giudici si astengono e rimettono gli atti

martedì 26 marzo 2013
Stop momentaneo al processo in corte d'Assise per l'omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa il 26 agosto 2010. Il presidente della corte, Cesarina Trunfio, e il giudice a latere, Fulvia Misserini, hanno deciso di astenersi dalla trattazione del processo rimettendo gli atti al presidente del Tribunale di Taranto. Sarà quindi il presidente Antonio Morelli a decidere entro domattina se i due giudici possono fare ancora parte della corte chiamata a giudicare il caso Scazzi. Tutto è nato da un fuorionda nell'udienza del processo del 19 marzo scorso tra il presidente Trunfio e il giudice Misserini, fuorionda registrato dalle telecamere che stanno filmando tutto il processo dall'inizio, gennaio 2012, e che è stato rilanciato ieri dalle reti Mediaset. Nel fuorionda Trunfio si rivolge all'altro giudice interrogandosi sulle strategie difensive degli imputati principali del processo. Ecco le frasi oggetto di contestazione da parte della difesa di Cosima Serrano e Sabrina Misseri che nel processo rispondono di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e occultamento di cadavere e per le quali l'accusa ha chiesto la condanna all'ergastolo: "Presidente: "Certo vorrei sapere, là, le due posizioni sono collegate. Quindi bisogna vedere se si sono coordinati... coordinati tra loro e se si daranno l'uno addosso all'altro"; Giudice latere: "Ah, sicuramente"; Presidente: "Bisogna un pò vedere, no, come imposteranno?potrebbe essere mors tua vita mea". In particolare la frase che ha colpito gli avvocati è quella dove il presidente della corte d'assise dice: "(Non è che) negheranno in radice". Per gli avvocati Franco De Jaco e Franco Coppi, che difendono rispettivamente Cosima Serrano e Sabrina Misseri, madre e figlia, queste frasi costituiscono "un'anticipazione di giudizio". Di qui l'invito formulato dai due legali ai giudici Trunfio e Misserini ad astenersi dalla prosecuzione del processo Scazzi.