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VERSO LE ELEZIONI. Primarie Pd per i parlamentari, al via il voto 1.500 candidati, rischio esclusione per i big

sabato 29 dicembre 2012
Primarie oggi e domani per scegliere i futuri parlamentari di Pd e Sel alle elezioni politiche. Sono oltre 1500 i possibili candidati e non si escludono sorprese per qualche nome di big che potrebbe saltare. Il rischio esclusione è alto per i parlamentari uscenti, sfidati da molti esponenti dei due partiti che sul territorio hanno più radicamento.Il voto è fissato dalle 8 alle 21 di oggi in Piemonte, Liguria, Lombardia, Alto Adige, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria. Domani seggi aperti in Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.A sottoporsi alle primarie sono anche i parlamentari uscenti del Pd che hanno avuto la "deroga" da parte della Direzione nazionale (erano in Parlamento da più di quindici anni): Mauro Agostini, Rosy Bindi, Gianclaudio Bressa, Anna Finocchiaro, Giuseppe Fioroni, Maria Pia Garavaglia, Giuseppe Lumia, Franco Marini, Cesare Marini, Giorgio Merlo. Ogni elettore potrà esprimere fino a un massimo di due preferenze, differenti per "genere". Se le due preferenze sono dello stesso genere (cioè due uomini o due donne), la seconda sarà considerata nulla. L' obiettivo del Pd, come più volte dichiarato dal segretario Pier Luigi Bersani è quello di portare la rappresentanza parlamentare femminile nelle proprie file vicina al 50%. Questo innovativo meccanismo di voto potrebbe però penalizzare alcune candidature maschili.I seggi dove votare sono i Circoli territoriali del Pd e alcune sezioni di Sel. Per individuarli basta collegarsi alsito nazionale del partito o in quelli delle sedi provinciali. Potranno votare gli elettori iscritti nell'Albo delle primarie che si sono svolte lo scorso novembre per la scelta del candidato premier (il duello tra Bersani e Matteo Renzo, sindaco di Firenze) e gli iscritti del 2011 al Pd e a Sel che abbiano rinnovato l'adesione fino al momento del voto. Come è accaduto nelle primarie di novembre, occorre dichiararsi elettore del centrosinistra (del Pd o di Sel in questo caso), versare una sottoscrizione di almeno due euro e - clausola molto importante in caso di controversie - impegnarsi a riconoscere gli organismi di garanzia previsti dal regolamento delle primarie.Con il metodo delle primarie saranno scelte il 90% delle candidature del Pd. Il restante 10% sarà composto da una novantina di candidati scelti direttamente da Bersani che, oltre a evitare le primarie, andranno sicuramente in Parlamento perchè faranno parte dei listini bloccati previsti dalla legge elettorale in vigore (il cosiddetto Porcellum).Il segretario del Pd finora non ha fatto nomi per questa quota, a parte quello di Pietro Grasso, ex procuratoreantimafia la cui candidatura è stata presentata ufficialmente ieri. Secondo le indiscrezioni, nel listino a disposizione di Bersani ci sarà lo staff del segretario (Roberto Speranza, Miguel Gotor e Alessandra Moretti) e lo staff di Renzi (Simona Bonafè; Roberto Reggi, Giuliano Da Empoli). Altri nomi che si danno per probabili: il politologo Carlo Galli, l'ambientalista Ermete Realacci, l'ex ministro Paolo Gentiloni, la canoista olimpionica Josefa Idem, dal 2009 responsabile sport del Pd emiliano; economisti come Massimo D'Antoni, Paolo Guerrieri, Emilio Barucci. Tra i capilista, si fanno i nomi di Cesare Damiano e Stefano Fassina (Piemonte e Lazio) e di Barbara Pollastrini (Lombardia). Altri capolista potrebbero essere il vicesegretario Enrico Letta, il capogruppo uscente alla Camera Dario Franceschini e l'ex presidente del Senato Franco Marini. Matteo Orfini e Stefano Fassina sono candidati nelle primarie a Roma insieme a Marianna Madia che fu giovanissimacapolista del Pd nella Capitale cinque anni fa.Anna Finocchiaro, capogruppo uscente al Senato, è candidata nelle primarie di Taranto mentre Rosy Bindi, presidente dell'Assemblea nazionale del partito, è candidata in quelle della Calabria. Beppe Fioroni è candidato a Messina. C'è anche chi tenta un ritorno in Parlamento come Marida Bolognesi, quattro legislature alle spalle, candidata alle primarie del Pd a Livorno.A Bologna è in corsa il presidente dell'Associazione dei famigliari delle vittime della strage del 2 agosto, Paolo Bolognesi. A Milano, il consigliere regionale  Pippo Civati sfida i parlamentari uscenti Barbara Pollastrini, Emanuele Fiano e Emilio Quartani che sono alla ricerca di una riconferma. In Puglia, il fratello del sindaco di Bari Alessandro Emiliano e quattro consiglieri regionali sfidano i deputati uscenti Francesco Boccia, Dario Ginefra e Gero Grassi. L'assessore regionale Fabiano Amati e i consiglieri Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, esclusi dalle primarie, si sono intanto autosospesi dal gruppo del Pd denunciando irregolarità nell'organizzazione delle primarie.Se qualche big del Pd dovesse essere bocciato nelle primarie, sarà recuperato nella quota di candidature a disposizione di Bersani? Replica Nico Stumpo, responsabile dell'organizzazione del partito e regista delle primarie: "Faccio parte di un partito e di un gruppo dirigente dotato di un abbondante buon senso e sarebbe ben strano che chi è arrivato sotto altri che hanno vinto, poi si trovi sopra. Quando si fa una competizione se ne deve rispettare l'esito. Non si può certo giocare con il voto democratico dei cittadini".Per quanto riguarda Sel, oltre a Nichi Vendola, nel listino bloccato 13 sono dirigenti del partito (Titti Di Salvo, Francesco Forgione, Celeste Costantino, Nicola Fratoianni, Gennaro Migliore, Claudio Fava, Monica Cerutti, Grazia Francescato, Loredana de Petris, Maria Luisa Boccia, Massimiliano Smeriglio, Francesco Ferrara, Sergio Boccadutri) e 9 gli esterni: il giornalista Roberto Natale, la portavoce dell'Unhcr Laura Boldrini, il numero due Fiom Giorgio Airaudo, l'operaio Fiom Giovanni Barozzino, il portavoce della campagna Sbilanciamoci Giulio Marcon, la giornalista Ida Dominijanni, l'eurodeputata verde Monica Frassoni.