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Coronavirus e scuola. Bianchi: Classi in quarantena? Solo pochi e isolati casi

Paolo Ferrario venerdì 17 settembre 2021

Mentre prosegue il rientro scaglionato a scuola (ieri è stata la volta degli 830mila studenti di Friuli Venezia Giulia e Sicilia e lunedì si chiuderà con gli 813mila di Calabria e Puglia), si contano già le prime classi in quarantena a causa di contagi da Covid. In Alto Adige, dove la prima campanella è suonata il 6 settembre, sono già 35 le classi ritornate in Dad per un periodo che varia da 7 giorni, per i vaccinati, ai 10 giorni per i non vaccinati. Altri casi sono segnalati dalla Sardegna alla Lombardia.

«Si tratta di situazioni specifiche che stiamo controllando – tranquillizza il ministro del-l’Istruzione, Patrizio Bianchi – . Lo abbiamo scritto nel decreto del 6 agosto che laddove ci fossero state delle situazioni di contagio saremmo stati in grado di controllare e così stiamo facendo. Stiamo parlando di numeri limitati rispetto al totale che, con molta gioia, è ripartito». Parole rassicuranti arrivano anche dal presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, Mario Rusconi: «Al momento – ricorda – in tutta Italia sono qualche centinaia le classi in quarantena su un totale di 400mila. A Roma poche decine », sottolinea il dirigente scolastico. Soddisfatto anche della piattaforma per il controllo quotidiano dei Green pass: «Sta funzionando». Rusconi è, invece, più preoccupato per l’alto numero di classi cosiddette “pollaio”, con più di 25 alunni. «Sono ben 12mila», ricorda il preside. «È pensabile che qui possa esserci una maggiore diffusione del virus – aggiunge Rusconi – pur indossando le mascherine. Per questo auspichiamo che i ragazzi dai 12 anni si vaccinino. La risposta dei 1617enni è molto ampia. L’educazione scientifica sui giovani sta funzionando ed è merito della scuola».

Secondo l’ultimo rapporto governativo, il 52,25% dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni ha ricevuto la prima dose o la dose unica, mentre il 27,17% ha completato il ciclo vaccinale e il 47,75%, pari a oltre un milione di persone, è ancora in attesa di ricevere la prima dose. Va meglio per la classe di età tra i 16 e i 19 anni: il 74,61% ha ricevuto la prima dose o la dose unica, il 56,26% è vaccinato e il 25,39% (poco meno di 600mila persone) è ancora in attesa del vaccino. Inoltre, sono 103.891 gli insegnanti, bidelli e personale amministrativo della scuola ancora da vaccinare, pari al 6,74% del totale.


Intanto, ieri il ministro Bianchi ha firmato l’Atto di indirizzo per il 2022 con otto priorità: garantire il diritto allo studio a tutti, potenziare l’offerta formativa nelle scuole di ogni ordine e grado, promuovere processi di innovazione didattica e digitale, promuovere politiche efficaci per la valorizzazione del personale scolastico, investire sull’edilizia scolastica e ripensare gli ambienti di apprendimento in chiave innovativa, rilanciare l’autonomia scolastica e valorizzare il sistema nazionale di valutazione, investire sul sistema integrato 0-6, rafforzare la capacità amministrativa e gestionale del Ministero.

Per il conseguimento di questi obiettivi saranno utilizzati i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che serviranno, tra l’altro, a ridurre il numero di alunni per classe e a rivedere il dimensionamento delle rete scolastica, ad estendere il tempo pieno e a promuovere l’innovazione didattica e digitale. Entro il 2026, inoltre, il tasso di dispersione scolastica dovrà allinearsi alla media Ue del 10,2%, mentre attualmente è al

13,1%, terzo in Europa. Peggio di noi fanno soltanto Malta e Spagna. Sempre entro il prossimo quinquennio, il ministero si impegna a costruire 195 nuovi edifici scolastici, per un totale di 400mila metri quadrati, che arriveranno ad ospitare 58mila studenti, generando anche una riduzione del 20% del consumo di energia. Contestualmente, sarà avviata una campagna di ristrutturazione dell’esistente per una superficie totale di 2,4 milioni di metri quadrati.

Le risorse che arriveranno dall’Europa serviranno anche a creare 228mila nuovi posti nei servizi alla fascia 0-6 anni, di cui 152mila nel comparto 0-3. «Il potenziamento della rete dei servizi per l’infanzia costituisce una priorità del Ministero – si legge nel documento firmato da Bianchi –. Infatti, l’inserimento precoce nel sistema educativo è un fattore in grado di favorire il successo formativo degli studenti, oltre a costituire un importante strumento al servizio della parità di genere».