Attualità

Carceri. Artisti e chef stellati per il pranzo di Natale dei detenuti

Giuseppe Muolo mercoledì 20 dicembre 2023

Si prepara il pranzo nella cucina di Rebibbia

Nei lunghi corridoi della sezione femminile del carcere di Rebibbia è il bianco delle fredde pareti a dominare la scena, insieme a un silenzio interrotto raramente da qualche colpo di tosse. Ma ieri, per qualche ora, i colori si sono fatti più vivi, si sono aggiunte voci e risate. Un cartellone disegnato a mano indica l’ingresso della cucina, dove una decina di detenute stanno aiutando lo chef Fulvio Pierangelini a preparare lo speciale pranzo di Natale “l’ALTrA Cucina… per un pranzo d’Amore”. Un quadro di vitalità e speranza, arricchito soprattutto da tre lunghe tavolate apparecchiate a festa e riempite da 150 detenute. Un evento promosso dall’Associazione Prison Fellowship Italia onlus, in collaborazione con il Rinnovamento nello Spirito Santo, Fondazione Alleanza del Rns e il Ministero della Giustizia.

L’iniziativa è arrivata alla sua decima edizione, grazie all’aiuto di chef stellati e di volti noti del mondo dello spettacolo, dello sport, dell’arte e del giornalismo, che hanno servito a tavola le detenute, facendole sentire come le ospiti d’onore della giornata. I Jalisse, Nunzia de Girolamo, Rossella Brescia, Antonio Mezzancella, Raimondo Todaro, Paolo Mengoli, Maria Grazia Schiavo e Little Tony Family. Questi alcuni dei nomi degli artisti presenti durante la giornata a Rebibbia, i quali si sono esibiti portando gioia e serenità. Sulle note di “Cuore matto”, hit indimenticabile di Little Tony, si alzano tutti in piedi per ballare. Ma quando i Jalisse cantano “E se torna la voce”, brano che racconta il punto di vista di una detenuta che sta per uscire dal carcere, c’è chi non riesce a trattenere le lacrime.

Oltre alla sezione femminile di Rebibbia, dove sono presenti 350 detenute – che hanno beneficiato tutte del pranzo -, all’iniziativa hanno aderito altri 28 istituti penitenziari in tutta Italia. Oltre 4.000 detenuti e detenute sono stati raggiunti dall’iniziativa e serviti da 1.200 volontari. «L’idea è nata perché volevamo che i primi servissero gli ultimi affinché gli ultimi si sentissero primi», racconta Marcella Clara Reni, la presidente di Prison Fellowship”.

Un momento di “l’ALTrA Cucina… per un pranzo d’Amore” a Rebibbia - Daniela Di Domenico/Rns

Una vera e propria opera di misericordia, come sottolinea Giuseppe Contaldo, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo. «La parola chiave della giornata si chiama prossimità, è la fede che ci spinge a raggiungere questi luoghi di periferia esistenziale, dove c’è bisogno dell’aiuto del prossimo». Una missione possibile, come hanno dimostrato gli sguardi felici delle detenute che sono entrate per un giorno in cucina nella brigata di Pierangelini e quelle che hanno degustato il menu preparato sotto la guida del famoso cuoco. Vitello in salsa tonnata con olio, capperi e ravanelli, lasagnette alla marinara, spigola grigliata con salsa agli agrumi e finocchi caramellati e guancia di vitello al vino rosso con purè di patate all’olio di oliva, le portate pensate dallo chef.

«La cucina è un luogo magico che unisce. Ho trovato grande voglia di imparare e di sognare qualcosa di diverso», spiega Pierangelini, mentre svela sottovoce qualche piccolo segreto della sua cucina a tre detenute che lo guardano con gli occhi lucidi.
Gli stessi di chi scrive su alcuni bigliettini di carta i propri desideri per il futuro. Tutti accomunati da un’unica parola: libertà. C’è chi si augura di rivedere presto la propria famiglia, chi di trovare il coraggio di affrontare il mondo esterno una volta fuori, chi di avere un figlio, chi di vincere la propria battaglia contro la droga, chi, invece, esprime i propri sentimenti attraverso un disegno e chi rivolge il proprio sguardo più in generale, auspicando la pace nel mondo.

Alcuni protagonisti del pranzo di Natale a Rebibbia - Daniela Di Domenico/Rns

Il Natale, ieri, è arrivato davvero anche a Rebibbia, insieme a una bella sorpresa finale. Una torta a tre piani con raffigurate due mani che tengono un cuore. Una vera immagine di speranza e prossimità. Come del resto tutta la giornata e l’iniziativa.