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L'INTERVISTA. Pisanu: «Gli eversori non hanno alcuna possibilità»

Roberta D'Angelo giovedì 1 marzo 2012
​Si scherza col fuoco in Val di Susa. L’escalation della violenza preoccupa il presidente della commissione Antimafia ed ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, che ringrazia le Forze dell’ordine: «Stanno mostrando una grande compostezza dinanzi alle provocazioni sistematiche di facinorosi che cercano l’incidente per scatenare lo scontro. Sono convinto che polizia e carabinieri riusciranno a mantenere la calma dei forti, contemperando tolleranza e fermezza. Ma i valligiani civili, gli amministratori locali e i manifestanti in buona fede devono schierarsi apertamente dalla loro parte».Il ministro Cancellieri si appella al dialogo. Da padre, pensa che questi giovani si lascino "avvicinare" o c’è una rabbia così forte da farci tornare indietro negli anni?Il giusto appello del ministro è rivolto ai manifestanti pacifici, ma anche gli eversori devono convincersi che non hanno alcuna possibilità di successo e che, prima o poi, dovranno cedere alla forza paziente della legge. La violenza politica e l’equidistanza tra Stato e terroristi hanno già insanguinato il nostro Paese e penso che nessun normale cittadino voglia ripetere quelle tragiche esperienze.Maroni manderebbe l’esercito.Servirebbe solo a drammatizzare i rischi ed ad infuocare il clima. Il mantenimento della sicurezza e dell’ordine pubblico, è competenza specifica ed esclusiva delle forze di polizia.È cambiato il fenomeno dell’antagonismo da quando lei era ministro dell’Interno?I gruppi eversivi di origine marxista e quelli anarco-insurrezionalisti sono rimasti sostanzialmente gli stessi con i loro collegamenti nei centri sociali e in taluni ambienti del mondo del lavoro. Sono invece cambiati i riferimenti politico-culturali: allora erano soprattutto i movimenti no global, oggi sono gruppi emersi più di recente anche sotto la spinta della recessione, come i pastori in Sardegna, i "forconi" in Sicilia, i No Tav in Val di Susa e i contestatori di Equitalia un po’ dappertutto. Il rischio che gli eversori si saldino con la protesta sociale più accesa e riescano a deviarla, è purtroppo alto. Dobbiamo evitarlo ad ogni costo.Conferma la denuncia di Manganelli di una escalation?Già da tempo gli anarco-insurrezionalisti hanno dimostrato di saper confezionare ordigni capaci di uccidere, come la doppia esplosione prodotta nel dicembre del 2002 alla questura di Genova. Negli anni precedenti avevano già ucciso, procedendo in maniera organizzata, cioè tutt’altro che individualista o tipicamente anarchica. Ci sono eventuali punti di contiguità tra criminalità organizzata e questo tipo di eversione?Sì, oltre agli incontri in carcere, ci sono occasioni esterne di contatto come il traffico di armi e di documenti falsi e c’è, in generale, l’attitudine della criminalità organizzata a servirsi di manovalanza politica anche per la commissione di delitti atroci. Possiamo dire che siamo in un’emergenza dello stesso livello del radicalismo islamico o del terrorismo classico?Ciò che dobbiamo temere di più è che l’eversione interna agganci i gruppi più agguerriti della protesta sociale e li spinga alla violenza. È altamente probabile che una violenza a bassa intensità spiani la strada ad una forma più cruenta.L’esclusione dal Parlamento di certe istanze può provocare un acuirsi della violenza? Purtroppo, con la crisi politica che dilaga, l’influenza del Parlamento oggi è ridotta. Ma è accertato che forze politiche reali, che non hanno voce in Parlamento, finiscono per darsela in piazza. È meglio avere qualche estremista in Parlamento e dare sbocco istituzionale alla protesta.La relazione dei Servizi segreti dice che la crisi economica è una "favorevole opportunità" per il movimento antagonista per "radicalizzare il disagio sociale".È un’analisi corretta. I grandi beneficiari della recessione sono i gruppi eversivi perché pescano nel malessere e la criminalità organizzata perché, grazie alle sue enormi disponibilità finanziarie, vede moltiplicarsi le occasioni per impadronirsi di aziende in difficoltà e speculare in Borsa avanzando a passo di carica nei campi mal difesi dell’economia legale.