Attualità

Pioltello. La scuola tira dritto e conferma la chiusura nel giorno di fine Ramadan

Paolo Ferrario lunedì 25 marzo 2024

Mamme e bambini davanti alla scuola di Pioltello

L’istituto comprensivo “Iqbal Masih” di Pioltello conferma la decisione di sospendere le lezioni il 10 aprile in occasione della Festa di fine Ramadan. Oggi pomeriggio, il Collegio docenti prima e il Consiglio d’istituto poi, hanno votato all’unanimità di mantenere la posizione, assunta quasi un anno fa. Cioè, concedere un giorno di vacanza supplementare per consentire agli alunni di fede musulmana, oltre il 40% del totale, di festeggiare in famiglia ‘Id al-fitr, giornata che segna la fine del digiuno di Ramadan. In particolare, il Consiglio d’istituto ha modificato la delibera per la sospensione delle lezioni, dichiarata irregolare dall’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia. La modifica ha riguardato la sottolineatura della sola motivazione didattica alla base della decisione, legata, appunto, alle numerose assenze prevedibili, definita lacunosa nella prima stesura dallo stesso ministro all’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Che, in serata, ha commentato: «Apprendiamo che il Consiglio di istituto della scuola Iqbal Masih ha provveduto a rettificare il calendario scolastico per l’anno scolastico 2023/2024 e a motivare il precedente provvedimento, accogliendo così l'invito dell'Ufficio scolastico regionale. Nella nuova delibera si fa riferimento esclusivamente a supposte esigenze didattiche, senza introdurre valutazioni ulteriori. Il Consiglio di istituto ha altresì ridotto - da quattro a due - i giorni di chiusura previsti, sanando una evidente irregolarità puntualmente sollevata dagli organi ministeriali. Inoltre si è stabilito che il giorno 21 maggio ci sia una giornata di confronto. Le polemiche di questi giorni si dimostrano, quindi, velleitarie e pretestuose - sottolinea Valditara -. È stato anzi opportuno il richiamo al rispetto delle regole previste dall'ordinamento. Adesso sarà l’Ufficio scolastico regionale, nell’esercizio delle sue prerogative, a fare tutte le ulteriori valutazioni del caso. Io continuo a credere - conclude il Ministro - che una vera e costruttiva inclusione necessiti di scuole aperte e non chiuse».

La scuola dell’hinterland milanese ha così deciso di andare avanti, nonostante l’«invito» del Ministero a rivedere la propria posizione, dopo la relazione degli ispettori inviati dall’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, che avevano, appunto, evidenziato «talune irregolarità». Tra queste, l’aver “sforato” di un giorno rispetto alle tre chiusure a disposizione del Consiglio d’istituto, aggiungendo una quarta giornata di sospensione delle lezioni. Quella, appunto, dedicata alla festa di fine Ramadan. Giornata, peraltro, “compensata” dall’aver anticipato di un giorno l’avvio delle lezioni a settembre.

Che non sarebbe stato un giorno qualsiasi, lo si è capito sin dal primo pomeriggio, quando la tensione ha cominciato a montare man mano che ci si avvicinava all’ora X del Consiglio d’istituto. Proprio in vista di quest’appuntamento, la scuola è stata simbolicamente “presidiata” dalla Camera del Lavoro e dalla Flc-Cgil di Milano. «La scuola è sotto pressione e sotto processo – si legge in una nota –. Docenti e dirigenti faticano a preservare la serenità dei bambini mentre vengono attaccati da alcuni partiti alla ricerca di un voto in più, forze dell’estrema destra minacciano ed espongono striscioni inaccettabili, così come inaccettabili sono alcune dichiarazioni rese in questi giorni sugli esiti delle prove Invalsi. Sono strumentalizzazioni». Il sindacato invita a «non dimenticare che la scuola è abitata da bambini e ragazzi che hanno diritto a vivere un’esistenza serena e pacifica, che dev’essere loro garantita dalla comunità che li circonda. Dirigenti, insegnanti e tutto il personale scolastico hanno lo stesso diritto», conclude la nota sindacale.

In mattinata, lo stesso ministro Valditara aveva manifestato l’intenzione di visitare l’istituto al centro della querelle. «È una scuola che è alla nostra attenzione anche per gli investimenti, che faremo su tutte quelle scuole che hanno necessità di rafforzare l’inclusione – ha ricordato il Ministro –. La scuola di Pioltello, insieme con tante altre scuole, è una scuola dove i docenti e il dirigente scolastico stanno facendo un lavoro eccezionale: questo l’ho riconosciuto da subito. È una scuola di frontiera che ha necessità di didattiche sempre più potenziate ma anche di un’attenzione economica». «Accanto ad Agenda Sud – ha concluso Valditara – noi abbiamo il problema di prenderci cura di quelle scuole delle grandi periferie delle città del Nord che hanno risultati formativi molto inferiori alla media della regione di riferimento e quindi bisogna investire risorse e investire anche in potenziamento soprattutto in quelle materie, come l’italiano, che è uno strumento di inclusione forte».

In questi ultimi giorni, infine, all’istituto “Iqbal Masih” era arrivata la solidarietà dei sindacati della scuola ma anche della Chiesa locale, che, con una lettera firmata dai tre parroci di Pioltello e letta domenica durante le Messe, ha manifestato vicinanza a preside e insegnanti. In soli tre giorni, infine, sono state raccolte più di 4.500 firme a sostegno di una petizione online.