Attualità

GOVERNO. Monti, a settembre un piano per l'abbattimento del debito

mercoledì 8 agosto 2012
Il governo intende presentare il mese prossimo un piano per l'abbattimento dell'alto stock di debito in una ulteriore mossa tesa ad arginare la crescente spesa per interessi. Lo ha riferito oggi il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini dopo un incontro con il premier Mario Monti. Il debito pubblico italiano sfiora i 2.000 miliardi di euro e alla fine del 2012 dovrebbe superare il 123% del prodotto interno lordo con un costo annuo di oltre 80 miliardi. Da quando la crisi finanziaria greca si è estesa agli altri stati periferici della zona euro i rendimenti sui titoli di Stato italiani sono saliti: quelli sui dieci anni hanno superato lo scorso novembre la soglia del 7%, ritenuta da molti insostenibile nel lungo periodo, per ritornare oggi poco sotto il 6%. Per questo da più parti si è chiesto al governo di procedere non solo a misure di contenimento del deficit, ma anche a un piano di riduzione strutturale del debito accumulato. "Abbiamo parlato degli impegni che attendono il governo e della necessità di concretizzare un piano di riduzione del debito pubblico. Il governo sta facendo l'inventario delle proposte, adesso vedremo come le riassumerà e a settembre ci sarà una proposta", ha detto Casini ai giornalisti. Il leader Udc ha anche riferito che Monti intende varare la fase 2 della spending review a settembre, per la quale "c'è un piano molto articolato". "Ci saranno delle misure a settembre, ottobre, novembre e dicembre. Poi ci si avvicinerà alle elezioni...", ha concluso Casini.BANKITALIA INVITA ALLA CAUTELAOggi pomeriggio Monti si farà illustrare da Angelino Alfano il progetto sul debito del Popolo della libertà: un piano quinquennale, in base al quale lo Stato dovrebbe cedere asset pubblici per 400 miliardi ad un fondo, che paga emettendo obbligazioni da rating massimo perché garantite dai beni stessi. Un altro progetto, firmato dall'ex premier Giuliano Amato e dal presidente della Cassa depositi e prestiti Franco Bassanini, prevede di raccogliere in cinque anni 178 miliardi da destinare all'abbattimento del debito con un intervento articolato che passa attraverso la cessione di immobili, la capitalizzazione delle concessioni, la tassazione dei capitali clandestinamente costituiti in Svizzera e l'aumento "coattivo" della quota di investimento in titoli di Stato a lungo termine da parte degli enti previdenziali degli ordini professionali. Finora il governo, attraverso il suo ministro dell'Economia Vittorio Grilli, ha avanzato la proposta più "minimalista", di realizzare 75-100 miliardi in cinque anni attraverso la sola cessioni di immobili e società di enti locali, diminuendo l'incidenza del debito sul pil di almeno 5 punti percentuali, sotto il 120%. I primi dieci miliardi per abbattere il debito verranno entro la fine dell'anno con il passaggio di Simest, Sace e Fintecna alla Cassa depositi e prestiti, che è fuori dal perimetro della pubblica amministrazione. Il mese scorso il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco ha smussato le attese per un colpo secco sul debito pubblico italiano, spiegando che le iniziative avanzate finora sembrano molto difficili da attuare. Inoltre, ha avvertito Visco, chiedere agli italiani di comprare più titoli di Stato significa spronarli a dismettere altre attività: "L'equilibrio generale non è chiaro. Dunque cautela". L'abbattimento del debito dovrà essere fatto su "cifre realistiche, non da libro dei sogni", ha detto Casini, in una indiretta critica al piano annunciato dal Pdl. "Leggo di misure irrealistiche, mentre mi sembra interessante la proposta Amato-Bassanini".