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Milizie di Haftar. Pescatori bloccati in Libia, il vescovo Mogavero incontra i parenti

Redazione Internet sabato 3 ottobre 2020

Pescherecci italiani nel Mediterraneo, in prossimità delle acque territoriali libiche e tunisine

Vicinanza ma anche aiuto concreto della Chiesa alle famiglie. Il vescovo monsignor Domenico Mogavero ha incontrato, nel tardo pomeriggio di oggi, i familiari dei 18 marittimi che si trovano ancora in stato di fermo in Libia, dopo che i loro motopescherecci "Antartide" e "Medinea" sono stati fermati dalle milizie del generale Haftar.

Le famiglie dei pescatori (mazaresi e tunisini) da ieri occupano l'aula consiliare del Comune di Mazara del Vallo, con l'intento di non far scemare l'attenzione sulla questione che vede coinvolti i loro cari. "La risoluzione della vicenda non dipende da noi. Abbiamo notizia che la Farnesina è impegnata nella trattativa, della quale non conosciamo i particolari", ha detto Mogavero. Il Vescovo è in contatto con un funzionario del Ministero degli Esteri.

La preoccupazione maggiore dei familiari è ora quella di sapere le condizioni di salute dei marittimi: "Da 16 giorni non abbiamo la possibilità di poterli sentire al telefono - hanno detto al vescovo - a noi basta anche che parli uno solo a nome di tutti e ci dicano che stanno bene".

Durante l'incontro - presente il Presidente del Consiglio comunale Vito Gancitano - il vescovo alle famiglie ha assicurato la vicinanza della Chiesa locale, anche con segni concreti laddove c'è la necessità. Monsignor Mogavero ha chiarito che la Chiesa è disponibile anche al pagamento di utenze: "Nessuno lo
consideri come un'intrusione nella vita privata, ma solo come l'offerta di disponibilità per la soluzione di eventuali difficoltà. Noi vogliamo essere al vostro fianco sino a quando i nostri fratelli marittimi non torneranno a Mazara del Vallo", ha detto Mogavero.