Attualità

Periferie al centro. Educazione digitale per seimila studenti di cento scuole d'Italia

Luca Liverani giovedì 17 marzo 2022

Parte dal Quadraro, periferia sud est della Capitale, il progetto "Connessioni Digitali" per l'inclusione sociale e digitale di Save the Children. Un percorso che coinvolgerà - grazie a un investimento per preparare educatori e attrezzare aule informatiche - 6 mila studenti e 250 insegnanti di cento scuole secondarie di primo grado in tutta Italia. Con un occhio di riguardo per le periferie. Il progetto, già avviato in 40 scuole, ora si estenderà ad altre 60 grazie al bando annunciato oggi dal Ministero dell'Istruzione, preparato con la supervisione scientifica del Cremit, il Centro di ricerca sull'educazione ai media all'innovazione e alla tecnologia dell'Università Cattolica di Milano e la collaborazione dell'agenzia Ansa. A rendere possibile il tutto, un impegno significativo del Gruppo Crédit Agricole.

La masterclass tenuta dal direttore dell'Ansa Luigi Contu alla scuola Gigi Proietti - Carla Di Pardo - Save the Children

"Connessioni Digitali" punta a migliorare le competenze informatiche di ragazze e ragazzi di scuole secondarie di primo grado in tutta Italia, in particolare in quartieri e territori difficili o carenti di opportunità. La didattica a distanza, cui sono state costrette le scuole dalla pandemia, ha prodotto pesanti conseguenze sui minori più fragili e meno dotati di supporti informatici, aggravando il rischio di abbandono scolastico. Il progetto intende alfabetizzare e dotare di competenze la generazione dei ragazzi, apparentemente "nativi digitali" e costantemente connessi sui social, ma poi in difficoltà a mandare una mail, a riconoscere le fake news diffuse dal web, a difendersi dal cyber-bullismo.

Il progetto biennale di educazione digitale e cittadinanza attiva di Save the Children parte dunque in 40 scuole di 30 piccole e grandi città, in quindici diverse regioni da nord a sud, tra cui l’Istituto Comprensivo Gigi Proietti dove si è svolta stamattina l’inaugurazione. Dal prossimo anno si aggiungeranno dunque altre 60 scuole. L'istituto comprensivo romano del Quadraro, come tutti gli altri che hanno aderito volontariamente, stamattina ha inaugurato la "newsroom crossmediale", uno spazio dedicato e attrezzato appositamente per consentire agli studenti di apprendere e poi sperimentare le competenze informatiche attraverso la creazione di prodotti comunicativi specifici. Due aule dell'istituto, inutilizzate per la crisi demografica, sono state ristrutturate allo scopo. Un modo innovativo e fortemente attrattivo per i ragazzi, per raccontare loro stessi e il loro territorio, in un percorso di cittadinanza digitale responsabile: ad esempio con raccolte di firme, podcast, video, uso attivo dei social per impegnarsi sui problemi locali. Prevista per i ragazzi la certificazione dell'acquisizione delle competenze digitali.

Carla Di Pardo - Save the Children

All’inaugurazione, il direttore dell’Ansa Luigi Contu, ha condotto una "masterclass" formativa straordinaria con gli studenti, sul tema delle fonti di informazione dei media e delle fake news, anche in relazione alla “guerra di informazione” sul conflitto in Ucraina. Gianna Barbieri, direttore generale del Ministero dell'istruzione per edilizia scolastica e gestione fondi per l'istruzione e l'innovazione digitale, spiega che «"Connessioni digitali" per noi è un progetto pilota che si inserisce nel piano "scuola digitale" nato con la legge 107 del 2015. Se darà risultati positivi lo porteremo a sistema, a livello nazionale e in tutte le scuole, nell'ambito delle ore di educazione civica».

«"Connessioni digitali" può accompagnare questi ragazzi nel far fiorire liberamente capacità e talenti - sostiene Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children - con l'uso responsabile, etico e creativo degli strumenti digitali. La pandemia ha rallentato l'apprendimento e amplificato la povertà educativa. Ma le risorse dell'educazione digitale sono un'opportunità preziosa per il recupero». «Sosteniamo questo progetto - afferma Cinzia Tagliabue del Gruppo Crédit Agricole - perché può colmare quel gap di educazione digitale evidenziato soprattutto durante la pandemia, che ha peggiorato le diseguaglianze sociali e territoriali. Oltre al sostegno economico, ci sarà il contributo volontario del tempo e delle competenze di molti nostri collaboratori».