Attualità

Migranti. Percorsi d'accoglienza. Un convegno alla Camera

Matteo Marcelli giovedì 14 ottobre 2021

Il volume “Migranti: storie di un fenomeno” curato da Agc Communication

Le storie dei migranti che hanno tentato la sorte lungo la rotta mediterranea, la sfida delle forze dell’ordine impegnate nelle operazioni di salvataggio, il lavoro della magistratura alle prese con indagini internazionali complesse nel tentativo di assicurare i trafficanti di uomini alla giustizia e infine il punto di vista delle istituzioni locali cui spetta la gestione dei centri di accoglienza. C’è tutto questo in “Migranti: storie di un fenomeno”, il volume curato da Agc Communication, presentato ieri mattina nella Sala Stampa della Camera dei deputati. Un’occasione per discutere e analizzare le dinamiche dei flussi migratori che interessano i confini europei e valutare le possibili evoluzioni del fenomeno anche alla luce di quanto sta accadendo in Afghanistan e nelle aree limitrofe.

La deputata Ermellino, rappresentante parlamentare di Insieme - .

«Vengo dal Cameroon, ho lasciato il mio paese per arrivare in Italia mesi fa. Ho avuto momenti difficili per attraversare l’Africa, in Libia soprattutto, ma sono stato ben accolto». A parlare è Marco nato a Yaoundé nel 1983. Uno dei tanti ragazzi intervistato dagli autori del libro, al quale Alessandra Ermellino, deputata del Gruppo Misto, membro della Commissione Esteri a Montecitorio e rappresentante parlamentare di Insieme, ha voluto dare risalto promuovendo il convegno di ieri.

Graziella Giangiulio espone le analisi contenute nel volume presentato ieri alla Camera - .

«Nelle ultime settimane l’Italia, assieme a molti altri Paesi, cercherà di gestire l’ingente flusso migratorio proveniente dall’Afghanistan dopo l’avanzata talebana. Ma l’interpretazione del fenomeno si basa spesso - anche in questo caso - su un’analisi limitata, che giudica la migrazione come emergenza, diretta conseguenza della crisi – ha spiegato Ermellino –. Sebbene questo in parte sia vero, dobbiamo tenere conto che i flussi nella regione, come altrove, esistevano già prima della guerra, dell’intervento militare occidentale e persino del ritorno dei talebani al potere. Questo libro mi ha colpito perché associa a un'analisi scientifica dei numeri e dei dati utili per poter parlare con cognizione di causa di questo fenomeno, anche le storie delle persone: tiene insieme l'aspetto umano e l'aspetto scientifico, è la base di partenza di una analisi molto più approfondita. A problemi complessi vanno date soluzioni complesse ».

«Il libro è frutto di un lavoro di ricerca e analisi durato due anni, che abbiamo potuto portare avanti grazie ai nostri tirocinanti e agli studenti universitari che collaborano con noi – ha chiarito Graziella Giangiulio, coautrice del volume, condirettore di AGC Communication e docente di tecniche di analisi osint –. L’obiettivo era quello di cercare di mettere in evidenza le criticità che questo fenomeno comporta da diversi punti di vista. Non per criticare il sistema ma per arrivare a capire quali sono le soluzioni ideali per governare questa realtà. Anche perché le migrazioni ci sono sempre state e continueranno ad esserci. Il nostro compito come analisti è suggerire le metodiche migliori per la loro gestione efficace e sicura, con uno sguardo lungimirante alla dimensione geopolitica del fenomeno».