Attualità

Il decreto. Pene più severe per gli evasori

sabato 27 dicembre 2014
Pugno di ferro con chi froda volontariamente il fisco, mano più morbida e «amica» con chi non paga per difficoltà o impossibilità. È la ratio del decreto attuativo della delega fiscale sulla certezza del diritto, approvato nel cdm del 24 dicembre. Il decreto si divide in tre capitoli. Abuso del diritto - Configurano abuso del diritto le operazioni «prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali e indipendentemente dalle intenzioni del contribuente, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti». Sanzioni - Renzi ha parlato di sanzioni inasprite per chi evade, con il tentativo però di «porre il pubblico come consulente non come nemico» dei contribuenti. Si allungano i tempi di reclusione e si abbassano le soglie di evasione considerate punibili per frodi e omesse dichiarazioni, mentre si accorciano le prospettive di carcere e si alzano gli importi per coloro che non mettono in pratica appositi artifizi finalizzati all’evasione. Per le dichiarazioni fraudolente la pena resta compresa tra un anno e sei mesi e sei anni, ma la soglia dopo la quale scatta il reato scende da 75 mila a 30 mila euro. Nel caso di omessa dichiarazione la pena sarà tra un anno e sei mesi e quattro anni (contro i precedenti da uno a tre anni) e la soglia scende da 75 mila a 50 mila euro. Gli importi salgono per dichiarazione infedele: da 1 a tre anni di reclusione per evasione superiore a 150 mila euro (contro i precedenti 50 mila) e di imponibile di 3 milioni (da 2 milioni). Anche per il mancato versamento dell’Iva viene introdotta la soglia a 150 mila euro, con la pena da sei mesi a due anni di reclusione. Circostanze attenuanti e aggravanti - In caso di pagamento dei debiti in fase di conciliazione i reati relativi a dichiarazione infedele, omessa dichiarazione e versamento dell’Iva sono estinti e le pene per i reati fraudolenti sono diminuite della metà. Sono aumentate della metà se le imposte evase superano un milione di euro e se il reato è commesso in attività bancaria o finanziaria. Raddoppio termini di accertamento - Resta la possibilità di raddoppiare «a condizione che la denuncia sia presentata o trasmessa entro la scadenza ordinaria dei termini». Tax compliance - L’obiettivo è migliorare la cooperazione fisco-imprese. Ma, nota il presidente della Commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone la novità è per le imprese oltre i 10 miliardi di fatturato, escludendo le piccole e medie.