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L'ASSEMBLEA DEI DEMOCRATICI. Pd, Epifani è il segretario Letta dà lo slogan

Giovanni Grasso sabato 11 maggio 2013

L'assemblea nazionale del Pd ha eletto Guglielmo Epifani segretario: i sì sono stati 458, 76 le schede bianche. Epifani è stato votato dall'85.8% dei presenti che erano poco meno di 600. I membri dell'assemblea nazionale sono più di mille.

"Letta suggerisce lo slogan: Non camminerai mai da solo". Guglielmo ti suggerisco uno slogan. Visto che Renzi ha citato il Manchester United, io parlo del Liverpool: 'You'll never walk alone', tu non camminerai mai da solo. Deve essere il nostro slogan. Il che non significa dire: 'risolverò i tuoi problemi', ma che ci proverò. Il dramma sociale, credo debba essere il problema maggiore del nostropartito, l'unico che ci può fare ripartire". Lo ha detto Enrico Letta parlando all'Assemblea del Pd di Roma, poco prima della conferma dell'elezione di Epifani. "Tutti in Europa stanno vivendo un momento nel quale il tema del lavoro, della mancanza di prospettiva per i figli è il cuore di tutto"."È con profonda emozione che sono qui oggi a fare un intervento che non avrei mai immaginato di fare in questa veste". Così Enrico Letta ha iniziato il suo intervento."Sono a qui a dire quanto senta sulle mie spalle l'eccezionalità di questa situazione, in un governo che non è quello per cui ho lottato,. Ho lottato per un altro governo, non è il mio governo ideale, non è nemmeno il mio presidente del Consiglio ideale", ha detto con ironia. "Questo è davvero un governo di servizio", ha ribadito. "Mi dedicherò con impegno totale alla missione che il Parlamento mi ha dato. Non governerò a tutti i costi ma con tutte le energie che il Signore mi ha dato".

Letta ha anche preso le difese del ministro Kyenge, al centro di attacchi in questi giorni («è orgoglio per il governo») e ribadito il rispetto per la magistratura, nelle stesse ore della manifestazione del Pdl a Brescia, che ha ssunto il colore di una protesta contro i giudici: "È un valore per noi il rispetto e la difesa dell'autonomia della magistratura, qualsiasi cosa accada".    Epifani: «Un progetto per restare in campo». "Devo dire con grande onestà che non ho cercato questo incarico, ma davanti a tante sollecitazioni con la stessa fermezza dico che non potevo sottrarmi alla responsabilità". Lo ha detto Guglielmo Epifani all'assemblea del Pd.«Nessuna autoindulgenza, stiamo correndo il rischio di toccare il fondo , di toccare con mano il potenziale fallimento del nostro progetto. Per questo dobbiamo reagire, non lasciare che le cose vadano», ha ammonito. "Ho parlato con un gruppo di ragazziche hanno occupato la sede del Pd a Napoli. Ci ho parlato per un'ora e ho ribadito le mie ragioni e che cioè non c'era alternativa a questo governo e vedevo che nei loro occhi c'era la preoccupazione. E lì ho toccato con mano il tema che abbiamo davanti: noi dobbiamo parlare e non possiamo e non dobbiamo permetterci di abbandonare quei ragazzi. E allora dico a Enrico Letta: noi non solo dobbiamo sostenere il governo ma anche ricostruire un tessuto sociale". Epifani ha attaccato duramente Berlusconi: "Questa è una giornata in cui qualcuno a Brescia sta tornando a mettere una mina - ha detto -. Bisogna capire se questo è un governo negli interessi del Paese o si antepongono gli interessi di una persona a quelli del Paese".Bindi: «Io non più coinvolta». E su Brescia: grave la presenza di Alfano. Una lunga e sofferta ricostruzione dei motivi che l'hanno portata a dimettersi da presidente dell'assemblea del Pd e un accorato appello a non ripetere gli errori del passato. "Non mi sono dimessa per le mie caratteristiche caratteriali, ma per un motivo molto semplice, quasi banale. Ognuno porta il peso delle responsabilità che esercita, non di quelle che non ha potuto esercitare", ha detto Rosy Bindi all'assemblea del Pd, "io non sono stata coinvolta da un certo numero di mesi a questa parte nelle scelte del Pd e non mi va di portarne le responsabilità". E ancora: "Io posso fare lo sforzo di sostenere il governo Letta ma non mi si può chiedere di accettare la retorica della pacificazione imposta da Brunetta, Berlusconi e tutti gli altri. Noi siamo alternativi e dobbiamo continuare a praticare la nostra alternatività" o va a finire che "il centrodestra non solo prende i ministri, ma ci prende anche i nostri voti". E infine una sottolineatura: "Berlusconi ha detto che farà un discorso pacato a Brescia, possiamo dire che consideriamo molto grave che il vicepresidente del Consiglio partecipi a quella manifestazione?".Renzi: «Non regaliamo il governo a Berlusconi». Matteo Renzi, intervenendo all'assemblea del Pd, dice che ci sarà tempo per fare l'analisi del voto e "del vuoto che c'è stato nella campagna elettorale a anche nel dopo. Io vorrei limitarmi a fare un'analisi sul governo e sul partito". Sul governo, incalza il sindaco di Firenze, "noi oggi non possiamo andare con mezze parole o frasi di circostanza". "Sul governo - ha sottolineato Renzi - non possiamo ricorrere a mezze parole. È chiaro che non è il nostro governo, lo ha detto pure Enrico Letta". Ma, ha aggiunto, "se non prendi i delusi del centrodestra alle elezioni ti tocca prendere i ministri del centrodestra. Riflettiamo su questo". Detto questo sarebbe un errore "subire" il governo, perchè si "regalerebbe" a Berlusconi la possibilità di rivendicare a se le cose positive fatte. Allora il governo va "sostenuto con il coraggio delle nostre idee". "Siamo in condizione di dire chel' abolizione del Senato è una priorità? Siamo in grado di dire che la legge elettorale e il finanziamento ai partiti è cornice che dà l' impressione alla gente che il governo c'è e fa le cose? E tra queste cose è compreso lo ius soli. Perchè noi - ha concluso - non ci impuntiamo su Imu ma abbiamo il coraggio delle nostre idee". "Il partito credo vada aperto più che occupato: 'OpenPd' più che 'OccupyPd', ha aggiunto.Bersani: serve nuovo inizio e unità. Al Pd serve "un nuovo inizio". Lo ha detto il segretario uscente Pier Luigi Bersani parlando dal palco dell'assemblea nazionale. "Ne saremo capaci?", si è chiesto aggiungendo "io sono convinto di sì". Questo, ha aggiunto, "deve essere il cuore del nostro congresso e potremo avvalerci tutti della garanzia del nostro segretario". "Ricominciamo da oggi - è il suo invito - senza astio. Io, come ho già detto da capitano o da mozzo lavorerò assieme tutti voi" e "tutti insieme si ritrovi la fiducia in noi e l'entusiasmo". Bersani ha chiamato il Pd all'unità. "Siamo un partito senza padroni, dove è più facile smontare che tenere assieme", ha spiegato. "E tenere assieme deve essere responsabilità di ciascuno, non di uno", ha avvertito, "è un tema politico che richiede una battaglia politica. Voglio credere che già da oggi non smentiremo questo, con una libera assunzione di responsabilità collettiva".PD, SARA' EPIFANI IL SEGRETARIO TRAGHETTATORE (di Giovanni Grasso)Sarà Guglielmo Epifani, classe 1950, segretario generale della Cgil per 8 anni tra il 2002 e il 2010, il probabile segretario-traghettatore fino al congresso, che l’assemblea del Pd indicherà oggi. L’hanno deciso ieri pomeriggio i "saggi", dopo aver sondato umori, opinioni, di leader nazionali, di dirigenti locali e di capicorrente.La svolta è arrivata – in zona Cesarini –nella tarda mattinata di ieri, nel segno di quella che un esponente democratico ha chiamato ironicamente la scelta di «un usato sicuro». Ovvero - dopo il no del giovane capogruppo Roberto Speranza – è prevalsa l’idea di scegliere una personalità affidabile e rassicurante del vecchio establishment ma al contempo non particolarmente esposta con ruoli di primo piano nelle battaglie correntizie. La rosa si era così ristretta a una manciata di nomi: Chiti, Finocchiaro, Fassino e, appunto, Epifani. Fassino si era elegantemente sfilato, spiegando di avere intenzione di rimanere al suo posto di sindaco di Torino. Analoga considerazione per Anna Finocchiaro, «appena eletta – spiega il capogruppo del Pd all’Europarlamento e membro dei saggi, David Sassoli – a presidente di una commissione importante e delicata, la Affari costituzionali del Senato». Ma è proprio su Epifani che si è registrato, se non il massimo consenso, il minimo numero di veti. Per lui è caduta, evidentemente, quella sorta di "pregiudiziale socialista" che pendeva sul suo capo qualche giorno fa, perché qualche ex ds non aveva del tutto digerita l’antica iscrizione di Epifani al Psi, prima di aderire ai Ds. Tramontata anche la possibilità di eleggere Gianni Cuperlo (che però correrà al congresso), sponsorizzato da D’Alema, al comitato comitato dei saggi (Zanda, Speranza, Sassoli, Scalfarotto, Sereni e Amendola) non è restato che fare gli ultimi sondaggi e poi di comunicare a Epifani la decisione.L’ex segretario generale della Cgil ha reagito con serenità e, racconta chi lo ha sentito, anche con un certo entusiasmo. Nei commenti pubblici è stato comunque un po’ scaramantico: «Io segretario? Aspettiamo la decisione dell’assemblea». Sì, perché almeno formalmente, questa mattina potrebbero spuntare altri candidati. Le regole scelte per questo appuntamento parlano chiaro: entro le 13 si possono presentare le candidature che dovranno essere sottoscritte da almeno 95 delegati (il 10 per cento dei membri dell’Assemblea). Si vota a scrutinio segreto: e se nessun candidato raggiunge il 50 per cento (ipotesi poco plausibile nel caso di Epifani) si apre il ballotaggio tra i primi due. Le votazioni procederanno a scrutinio segreto. Allo stato non si esclude la possibilità della candidatura di Pippo Civati, che ieri si è detto subito molto perplesso della scelta caduta sull’ex segretario generale della Cgil: «Mi sembra in totale continuità con il gruppo dirigente precedente». E ha aggiunto: «Se è candidato Epifani, ci sarà una... epifania di candidature».Soddisfatti invece i saggi per una scelta equilibrata e «di largo consenso». Il capogruppo della Camera Roberto Speranza, indicato come possibile segretario, è stato tra quelli che ha spinto di più per la soluzione Epifani. E ha subito commentato su Twitter: «È la persona giusta per guidare il Pd in questo momento difficile. A lui va il mio pieno e convinto sostegno». Commenti positivi dall’ala ex popolare, con il ministro Franceschini, Pierluigi Castagnetti e Beppe Fioroni che danno la loro convinta benedizione a Epifani. Nessun problema neanche dai renziani. Spiega Simona Bonafè, molto vicina al sindaco di Firenze: «Non abbiamo mai posto alcun problema sui nomi. Va bene Epifani, va bene questa fase di reggenza verso il congresso. Ora l’importante è che si apra un dibattito su quale idea di Pd, quale identità del Partito democratico». E il segretario dimissionario Pier Luigi Bersani, uscendo dalla sede del Pd, ha voluto rassicurare i militanti: «Abbiate fiducia nel partito, non è così caotico come lo descrivono».