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Intervista. Rosato: «Partenza sprint per Italia viva, ora il tesseramento»

Roberta D'Angelo sabato 21 settembre 2019

Ha il telefono perennemente occupato Ettore Rosato, vicepresidente della Camera, che guiderà con Teresa Bellanova la fase di strutturazione del nuovo soggetto renziano, Italia viva. «Sono meravigliato dalla folla di gente che vuole stare con noi. I sindaci delle città più piccole, consiglieri comunali, gente che non sta nel Pd, che viene da liste civiche, dall’Udc al Sud, da Fi... sono giornate frenetiche».

Dunque è vero che c’è una «prateria» da percorrere?

Riceviamo 10mila euro al giorno in tagli sotto i 50 euro sul sito dei comitati...

A proposito di donazioni, sulla Leopolda incombe un’inchiesta...

Strano, no, proprio a ridosso dell’appuntamento? Sconcertante, direi, è chi dà la prima pagina alla notizia... Ma non ci aspettavamo nulla di diverso.

Ma questa 'prateria' non si poteva intercettare restando nel Pd? Serviva proprio un nuovo soggetto?

Assolutamente sì. Si è creato uno spazio politico con un centrodestra che è diventato destra a trazione Salvini-Meloni e un Pd che ha orientato il suo asse politico a sinistra: noi vogliamo colmare il vuoto che resta al centro.

Eppure Zingaretti è stato inclusivo.

Non ci strapperete una parola contro il Pd. Semplicemente abbiamo fatto un’altra strada.

Però ammetterà che Zingaretti ha cercato di tenere unito il partito.

Quando si nomina, legittimamente, responsabile per le riforme un collega che ha organizzato i comitati per il 'No' al referendum o un collega al governo che ha sempre sostenuto l’abolizione del Jobs act, è chiaro che si sceglie una prospettiva completamente contraria alla nostra impostazione.

E si lascia il partito?

Per non continuare a logorarsi con una continua battaglia interna, che provoca solo l’allontanamento degli elettori.

Così il Matteo 'buono' diventa anche lui 'cattivo'...

Il Matteo buono è quello che ha mandato Salvini a completare le sue vacanze sulle spiagge. Se non basta questo a costruire un clima di fiducia non so cosa deve servire.

Prodi vi paragona allo yogurt. Vi dà vita breve.

Sono molto più fiducioso di Prodi.

I sondaggi vi danno tra il 3 e il 5 per cento.

Sondare una forza politica prima che inizi il suo percorso mi pare fantasioso. Ci basta vedere quante donazioni arrivano...

Sempre Prodi dice che solo la lotta all’evasione può dare fiato al Paese. Concorda?

Mi fa piacere che riprenda il tema della fatturazione elettronica che ha caratterizzato il governo Renzi. Bisogna proseguire su questa strada, con l’idea di abbassare le tasse e di sostenere le famiglie. Di qui la nostra proposta del Family act.

Alla famiglia si fanno tante promesse, ma non si vede nulla.

Pensiamo che bisogna parlarne poco e iniziare a mettere nella legge di bilancio gli strumenti che servono per consentire alla famiglia di mantenere i figli. L’assegno unico è un pezzo decisivo delle politiche per la famiglia, come ha spiegato la ministra Bonetti.

Rinunciate a presentarvi alle amministrative da qui al 2023?

Noi partecipiamo alla vita politica e questo vuol dire anche partecipare alle amministrative, ma non stiamo facendo un partito per concorrere alle elezioni in Umbria o in Emilia Romagna, dove sosterremo i candidati del Pd.

Ci sarà anche per voi un tesseramento?

Alla Leopolda presenteremo il simbolo e le modalità per iscriversi.

Cambierà la 'sua' legge elettorale?

Non ho senso di proprietà. C’è un accordo su un modello che consenta la rappresentanza di tutte le forze politiche anche in presenza di una riduzione dei parlamentari, ci attesteremo su quello.

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