Attualità

SOCIAL MEDIA. Pagina blasfema. E Facebook tace

Viviana Daloiso venerdì 5 luglio 2013
Tra i milioni di pagine su Facebook, da qualche tempo ne esiste una dedicata – per così dire – alla Madonna. Il titolo, blasfemo, che riportiamo con profondo fastidio per dovere di cronaca, è "La Vergine Maria avrebbe dovuto abortire" (in inglese "Virgin Mary should have aborted"). La schermata è corredata da una vignetta in cui Maria si guarda la pancia con espressione infastidita. Notizie di cui non daremmo nemmeno conto, se non fosse che agli utenti che hanno scritto per chiedere il sacrosanto oscuramento della pagina, Facebook ha risposto: «Grazie per il tempo dedicato a segnalare qualcosa che lei ha ritenuto possa violare le Regole della nostra Comunità. Segnalazioni come la sua sono importanti per rendere Facebook un ambiente sicuro ed accogliente. Abbiamo rivisto la pagina che hai segnalato e troviamo che non violi le nostre Regole in merito ai discorsi di odio». Una risposta preconfezionata, certo, che già da sola fa venire qualche dubbio circa le verifiche che effettivamente vengono svolte per rendere Facebook «un ambiente sicuro ed accogliente». Ma il punto è: che cosa sarebbe successo se ad essere colpiti fossero stati i simboli di altre fedi? Lo sappiamo bene. E se nel mirino fossero finite minoranze rumorose o gruppi sedicenti discriminati? Si sarebbe scatenata – giustamente – una rivolta sociale. Ma se lo sfregio è al mondo cattolico, «le Regole non sono violate». Dentro Facebook. E fuori. ​