Attualità

Psichiatria. Ospedali giudiziari, Napolitano firma la proroga

martedì 1 aprile 2014

Un "autentico orrore indegno di un Paese appena civile". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, definiva gli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) nel discorso di fine anno del 2012. A distanza di quasi due anni, il capo dello Stato esprime nuovamente "rammarico", questa volta per aver dovuto firmare il decreto che prevede lo slittamento della chiusura dei sei Opg attivi alivello nazionale dal 2014, come previsto dalla legge, al 2015.Una proroga, varata ieri dal Consiglio dei ministri, motivata dal fatto che non sono ancora state realizzate nelle Regioni le residenze per la riabilitazione previste come alternativa agli Opg, le cosiddette Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), che tuttavia, secondo varie associazioni, non rappresentano la soluzione al problema. La proroga, sostiene il Comitato StopOpg, "protrae solo la sofferenza" dei circa mille detenuti-pazienti ancora internati nelle sei strutture.  "Ho firmato con estremo rammarico il dl di proroga", ha affermato Napolitano, motivando il proprio stato d'animo" per non essere state in grado le Regioni di dare attuazione concreta a quella norma ispirata a elementari criteri di civiltà e di rispetto della dignità di persone deboli". E "ho accolto con sollievo - ha proseguito - interventi previsti nel decreto- legge di ieri per evitare ulteriori slittamenti e inadempienze, nonché per mantenere il ricovero in ospedale giudiziario soltanto quando non sia possibile assicurare altrimenti cure adeguate alla persona internata e 'fare fronte alla sua pericolosità sociale'. Dal canto loro, le Regioni si 'difendono': "Il rammarico del capo dello Stato è anche il mio. Tuttavia non si può dare un giudizio generalizzato, alcune Regioni hanno lavorato per raggiungere l'obiettivo, altre no", ha commentato l'assessore alla Sanità della Liguria, Claudio Montaldo, mentre l'assessore alla sanità delle Marche, Almerino Mezzolani, precisa che la Regione si è subito "attivata" per il superamento degli Ospedali giudiziari. La 'svolta' tuttavia, sostengono varie associazioni, non potrà certo arrivare dalla realizzazione delle Rems. Da qui la proposta del presidente dell'associazione Antigone, Patrizio Gonnella, di "destinare parte dei fondi stanziati per la realizzazione delle nuove strutture, oltre 100 mln ad oggi inutilizzati, ai dipartimenti di salute mentale, perché possano prendere in carico le persone non più pericolose che ancora sono internate".