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LOTTA ALLA 'NDRANGHETA. Calabria, operazione “Metropolis” sequestrati 17 villaggi turistici

martedì 5 marzo 2013
​Venti persone arrestate, diciassette villaggi turistici, dodici società e oltre mille unità immobiliari sequestrati. Questo il bilancio dell'operazione “Metropolis” che ha sottratto alle 'ndrine della fascia jonica della provincia di Reggio Calabria beni per un valore complessivo di 450 milioni di euro. Gli arrestati appartengono alel cosche Morabito e Aquino.Le operazioni sono state condotte dal Gico del Nucleo di polizia tributaria del capoluogo, del Scico di Roma e del Gruppo Locri, che hanno eseguito un'ordinanza di misura cautelare in carcere ad esito dell'indagine denominata "Metropolis".Le accuse sono di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valore e reimpiego di capitali illeciti. Le investigazioni hanno consentito di accertare come le cosche Morabito e Aquino, attraverso un'articolata e complessa rete di società italiane ed estere, fossero riuscite a garantirsi, con la forza dell'intimidazione mafiosa, la gestione, il controllo e la realizzazione di decine di importanti e noti complessi immobiliari turistico-residenziali, ubicati nelle più belle aree balneari della Calabria.Le strutture turistiche si trovano nel reggino, nel vibonese e nella provincia di Catanzaro. Si tratta del Palm View di Bruzzano Zeffirio, The Sands di Brancaleone, Marasusa di Parghelia-Tropea, san Ricco 1 di Bianco, Riace-Pipedo di Riace, Bella Vista 1 di Bianco, Stigmmao Mare di Stignano Mre, Isca Calabretta di Isca sullo Jonio, Isca Fortunata, Isca Allegra, San Rocco 2, Amusa Mare, Amusa Residential e Vista Montagna di Caulonia, Chiara di Bianco, Goiello del Mare di Brancaleone.In particolare, partendo da un controllo passeggeri, effettuato nel 2008 da un Reparto del Corpo di Bari, che lasciava ipotizzare un coinvolgimento di soggetti legati alla 'ndrangheta nella costruzione di un complesso turistico-alberghiero, riconducibile alla Metropolis 2007 srl, è stato ampliato lo spettro investigativo alla gestione di numerosi complessi turistico-residenziali in Calabria, arrivando a dimostrare un intreccio trasversale di interessi tra le potenti famiglie di 'ndrangheta Morabito e Aquino e importanti imprenditori spagnoli.Secondo quanto accertato dai finanzieri, che hanno svolto l'indagine con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria, le cosche Morabito e Aquino avevano monopolizzato il settore, potendo contare contare sulla totale disponibilità di infedeli funzionari comunali. In pratica, tutti gli investimenti individuati fanno capo ad un centro d'interesse occulto, ben organizzato e collegato, che ha consentito di dare al fenomeno una chiave di lettura unitaria e verticistica, permettendo, nel contempo, di accertare le responsabilità penali dei singoli.
Una «imprenditoria 'ndranghetista» e un nuovo modo di «fare mafia», dove non si spara e non si uccide, ma si creano vincoli di affiliazione derivante da un'unica matrice: il denaro e l'ingiusto arricchimento. Così gli investigatori della fiamme gialle definiscono la nuova frontiera della criminalità organizzata calabrese. Le modalità mafiose sono «tirate a lucido -proseguono gli investigatori- dallo schermo fornito da una serie di persone giuridiche - nel mondo dell'imprenditoria legale».