Attualità

Migranti. Oltre 500 persone lasciate in mare da giorni sulle navi delle Ong

I.Sol. lunedì 12 agosto 2019

Undicesimo giorno a bordo, 264 ore in mare senza aver ricevuto l'indicazione di un porto sicuro di approdo. La crisi umanitaria che riguarda la nave Open Arms non si è ancora risolta: 151 persone sono in attesa, abbandonate a loro stesse in un rimpallo istituzionale che non trova fine.

L'Italia e in particolare Lampedusa è il porto più vicino al luogo del soccorso; altre 39 persone invece sono state soccorse in Sar maltese, ma l'offerta del governo di Malta di far scendere a terra solo gli ultimi salvati, in ordine di tempo, è stata rifiutata dal comandante della Open Arms. È terminata in mattinata l'evacuazione da parte di Malta di altre 2 donne con problemi di salute, assieme ai loro familiari, dopo che una persona era già stata trasbordata su una motovedetta della Guardia costiera italiana e portata a terra nella notte di domenica.

La Procura della Repubblica di Agrigento, in merito alla vicenda della Open Arms, ha aperto un'inchiesta, a carico di ignoti, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'indagine, che al momento non ha come oggetto l'attività dell'equipaggio della Ong spagnola, è finalizzata a individuare gli scafisti.

Le persone migranti che, per ragioni mediche, sono stati fatti scendere dalla nave saranno interrogati dalla squadra mobile.

LA LETTERA DELLE CHIESE PROTESTANTI A SASSOLI: "PRONTI AD ACCOGLIERE"

Il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), pastore Luca Maria Negro, e il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, scrivono al Presidente del Parlamento europeo David Sassoli per riaffermare la disponibilità ad accogliere i profughi soccorsi dalla nave Open Arms lo scorso 2 agosto.

"Vogliamo ribadire a lei e al Parlamento europeo la disponibilità delle strutture della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e della Tavola valdese a farsi carico dell’accoglienza di queste persone in attesa che, doverosamente, si definisca quell’accordo europeo che lei stesso ha opportunamente auspicato", si legge nella missiva, che prosegue invitando a "mettere al primo posto la salute e il destino di persone che hanno già subito gravi traumi”. Negro e Bernardini, che quattro giorni fa avevano già scritto al Premier Giuseppe Conte e al ministro Matteo Salvini offrendo la disponibilità ad accogliere, chiedono con urgenza una "soluzione umanitaria, tecnica e provvisoria che avrebbe il grande merito di dare sollievo a persone già oggi allo stremo".

QUARTA OPERAZIONE DI SOCCORSO PER LA OCEAN VIKING: 356 PERSONE A BORDO

Ancora in mare resta anche la Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere che in 4 diverse operazioni di soccorso in questi giorni ha recuperato in tutto 356 persone. Le ultime 105 sono state raccolte a circa 40 miglia nautiche dalla costa libica; tra loro ci sono 29 minori e due bambini di 5 e 12 anni, in maggioranza sudanesi. "In molti - racconta Lcca Pigozzi, il coordinatore del team di Msf - hanno raccontato di essere stati torturati con scosse elettriche, di esser stati picchiati con pistole e bastoni, di aver subito bruciature con plastica fusa". La nave Ocean Viking è equipaggiata per accogliere tra 200 e 250 persone in buone condizioni in strutture piazzate sul ponte, ma può portarne a bordo un numero maggiore.

PROSEGUONO GLI SBARCHI AUTONOMI: UNA BARCA A VELA A CROTONE

Cinquantacinque migranti, tutti uomini di nazionalità pakistana, sono sbarcati in mattinata nel porto di Crotone. L'imbarcazione sulla quale hanno viaggiato, una barca a vela, è stata intercettata da una unità della Guardia di finanza nelle acque al largo della foce del fiume Neto, a nord di Crotone.
I migranti sono stati accompagnati nel centro di prima accoglienza di Isola Capo Rizzuto con mezzi mezzi della Croce Rossa Italiana.