Attualità

VERSO IL VOTO. Nozze gay, il no del Prof «indigna» Sel

Gianni Santamaria venerdì 18 gennaio 2013
​Famiglia come unione tra un uomo e una donna, fondata sul matrimonio e con dei figli che crescono con un papà e una mamma? Apriti cielo. Non è piaciuta a parte del mondo politico e al mondo gay organizzato, la risposta data l’altra sera da Mario Monti in un’intervista a Sky. Nella quale aveva aggiunto che il Parlamento «se vuole» può trovare «soluzioni convincenti per regolare altre forme di unioni e convivenze».Altre forme, non matrimoniali. Parole nette, che suscitano prese di posizione più o meno consonanti. O assai negative. Ad aprire il fuoco dei contrari è il presidente di Sel, Nichi Vendola, principale alleato del Pd di Pier Luigi Bersani. «Meno male che lui era il progressista e io il conservatore...», scrive su Twitter. Passano pochi minuti e le agenzie battono una dichiarazione di Pier Ferdinando Casini – rilasciata ieri pomeriggio nella registrazione di un’intervista andata poi in onda in serata su Rai Parlamento – che si dice sì contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso e per la famiglia costituzionalmente garantita. Poi, però, ripetendo a sorpresa un refrain in voga lascia cadere nel microfono una frasetta : «Si può pensare di definire i diritti civili della convivenza». Come? In quali forme? Forse quella alla tedesca che propugna il Pd e che ha ricordato Anna Finocchiaro? «Per il riconoscimento dei diritti civili anche alle coppie omosessuali», ha specificato la capogruppo al Senato.Dunque c’è differenza tra lo schieramento di Monti e quello del Pd? A livello di Regione Lombardia sembrerebbe di sì. Gabriele Albertini, infatti, ci tiene a rimarcare la differenza dal competitor democratico per il Pirellone, Umberto Ambrosoli. La sua, in tema di famiglia, sarebbe una «coalizione arlecchino». Mentre Monti e i suoi pensano che «altre unioni, come quelle omosessuali, possono essere tutelate in alcuni diritti, ma non costituiscono una famiglia». Il Pdl nazionale non si lascia attendere e attacca il Professore: la sua dichiarazione conferma il possibile accordo tra Scelta Civica e Pd. Lo dice Eugenia Roccella, che ricorda come sia stato, invece, «strumentalizzato un semplice cenno del capo di Berlusconi, il quale ha poi ampiamente e dettagliatamente definito la posizione del Pdl sul tema». Carlo Giovanardi, già sottosegretario con delega alla Famiglia, denuncia una volontà di Monti e del Pd di introdurre nell’ordinamento un «matrimonio di serie B» e ricorda come il governo uscente abbia sì approvato definitivamente il Piano nazionale, ma «tagliando chirurgicamente tutti i riferimenti alla famiglia della Costituzione e cestinando totalmente la parte relativa al Fattore Famiglia».