Attualità

Il caso. No alle nozze gay? Facebook censura, ma poi si corregge

Lucia Bellaspiga giovedì 29 maggio 2014
Censura su Facebook, con retromarcia serale.«Mi rendo conto dell’impopolarità della mia posizione...». Così inizia il capitolo 2 del libro di Mario Adinolfi, "Voglio la mamma", che giorni fa l’autore ha pure postato su Facebook. Un capitolo in verità innocuo, che spiega perché, secondo l’autore, tra due omosessuali non si può parlare di matrimonio, ma piuttosto di "unioni civili alla tedesca". Eppure su tale capitolo l’altro giorno è intervenuta la scure di Facebook, il famoso social network in cui tutti postano di tutto e di più, sulla propria o altrui bacheca: «Questo contenuto è stato rimosso – si è visto entrare un messaggio Adinolfi – perché incita all’odio verso singoli o gruppi».Da notare che il volume "Voglio la mamma" era uscito in libreria il 19 marzo e, «visto il grande successo e il numero di copie vendute, ho pensato di riproporlo gratuitamente sulla mia pagina Facebook, un capitolo al giorno – raccontava ieri mattina Adinolfi –. Per quanto conosco i meccanismi di Fb, le rimozioni avvengono perché qualcuno segnala quel contenuto, ma poi c’è una commissione che va a vedere di cosa si tratta e decide. Il mio testo è tutt’altro che omofobico, non offende nessuno. Probabilmente chi doveva decidere si è fermato al titolo del capitolo, "Contro il matrimonio omosessuale", senza leggerlo, ed è scattata la censura. Con che diritto? Quali sono i parametri con cui Fb decide cosa è etico e cosa offende la morale pubblica?». Bella domanda: provate (noi lo abbiamo fatto) a segnalare contenuti scabrosi o addirittura blasfemi visibili a tutti, bambini compresi, e la risposta che vi arriverà è che «non violano gli standard».«A questo punto torniamo a bruciare i libri», tuonava ieri l’editorialista Piero Ostellino, «a iniziare da quelli di John Locke, che 500 anni fa scriveva le stesse cose, cioè che l’unico matrimonio naturale è tra uomo e donna». Locke, il filosofo e medico britannico considerato il padre del liberalismo classico... «Censurare l’opinione altrui passa per progressismo, ma queste persone non difendono gli omosessuali, in realtà ottengono l’effetto opposto. Le minoranze vanno difese su un piano di ragionevolezza, non certo con la censura delle opinioni, questo è solo il trionfo dell’imbecillità. Ognuno viva la sua sessualità come crede, ma io voglio continuare a poter dire che considero un po’ più naturale essere sposato con una donna».«Su Fb c’è tanta robaccia da rimuovere che, se davvero torna la censura, io chiedo di censurare Facebook». Era tranchant anche la psicoterapeuta Maria Rita Parsi, membro della Commissione Onu per i Diritti dei fanciulli. «Io sono contro ogni forma di omofobia, ma se uno pensa che la famiglia sia quella in cui padre e madre sono due persone di sesso diverso è qualcosa di scandaloso? Potrò semmai discutere, ma non accetto che sia rimosso un parere perché diverso dal mio. Fb gronda di cattivi esempi, oscenità, bestemmie e i bambini sono molto più bravi di noi a navigare, ma Fb non fa nulla. E ora rimuove contenuti tranquilli come quelli di Adinolfi... Come Fondazione Movimento Bambino faremo un esposto». Stupita anche la pedagogista Chiara Giaccardi: «In nome della non discriminazione, in realtà si impone un’omologazione e questa sì è violenza. La vera sfida non è censurare le opinioni, ma riconoscere le diversità senza cancellarle». Abbiamo atteso per ore una spiegazione dai vertici di Fb. In serata, dopo lunga meditazione, retromarcia con tanto di mea culpa: «Dopo un accurato controllo da parte del team Safety, Facebook ha verificato che i contenuti del post scritto da Mario Adinolfi sono stati rimossi dal suo profilo per errore. Fb ha già segnalato ad Adinolfi la possibilità di poter pubblicare nuovamente i contenuti precedentemente rimossi. Fb è da sempre impegnato nel cercare di mantenere un equilibrio nel dare alle persone la libertà di esprimersi, proteggendo al contempo la comunità nel suo complesso e, proprio a questo scopo, incoraggia tutte le persone a segnalare quei contenuti che reputano inappropriati per poter intervenire prontamente e mantenere Fb un luogo sicuro, dove condividere le proprie esperienze. La libertà di esprimere le proprie opinioni sono occasioni per combattere il pregiudizio – continua la nota –. L’apertura verso punti di vista differenti possono aiutare a ridurre l’ignoranza. Il team rimuove i contenuti che violano gli standard della Comunità di Fb». Speriamo anche oscenità e bestemmie.