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Unioni civili. Roccella: «Non si può soccombere senza neanche provarci»

ANGELO PICARIELLO giovedì 7 gennaio 2016
«La battaglia sulle unioni civili va fatta. Non si può soccombere ancor prima di averla combattuta». Eugenia Roccella lancia un appello ai partiti alleati del Pd, ma anche a chi «a titolo personale» ha una storia di impegno per la vita e per la famiglia. La deputata del gruppo 'Idea' di Gaetano Quagliariello invita tutti coloro che nella maggioranza non condividono questa legge a mettersi in gioco, mettendo in discussione il sostegno alla maggioranza. Renzi dice che c’è libertà di coscienza e non c’è fiducia. Il governo ha messo i piedi nel piatto, l’ha fatto Renzi, lo hanno fatto Boschi, Serracchiani. Il premier ha fatto di più, ha ricordato che la stepchild adoption era fra le proposte della Leopolda. È una questione eminentemente politica, di partito o addirittura di una corrente di partito. Di fronte a prese di posizione così nette che senso ha replicare che non è in discussione la maggioranza? Si riferisce ad Alfano? Ad Alfano certo, ma non solo a lui. Vede, quando Zanda ha deciso di calendarizzare le unioni civili al Senato portando un nuovo testo senza passare per la commissione, insieme ad altri colleghi abbiamo deciso di non votare più la fiducia, perché non si poteva accettare questa umiliazione. Ma ora è evidente a tutti che non c’è altro modo per combattere la battaglia. Uscire dalla maggioranza? Almeno metterlo nel conto, nel caso che il Pd non accetti di ritornare in commissione, per rivedere in profondità questo testo. Mi rivolgo non solo a Ncd e Udc come partiti, ma anche a singoli esponenti con una storia di impegno a favore della vita e della famiglia. Non vedo strumento più immediato ed efficace a disposizione di un parlamentare. Non credo che Renzi, in questo momento, potrebbe rinunciare tranquillamente a componenti così importanti nella maggioranza, ricorrendo al sostegno di Verdini o andando ad elezioni. Si parla anche di un possibile referendum successivo. A me sembra sbagliato, e anche un po’ contraddittorio, ventilare una strada del genere, che più che a un partito di governo compete all’associazionismo, rinunciando a esercitare ora e qui le prerogative parlamentari. Mi sembra una manovra di distrazione. I voti contrari non peseranno? No. Votare contro avendo chiarito preventivamente che questo non mette in pericolo la maggioranza significa praticamente invitare il Pd a far uso di altre alleanze, perché tanto questo non porterà conseguenze. Che cosa si dovrebbe fare allora?  Si dovrebbe chiedere con forza il ritorno in commissione. Invece quando Giovanardi l’ha proposto, prima delle ferie natalizie, dal gruppo di Ncd si sono levati solo voti contrari o di astensione che al Senato valgono lo stesso come contrari. Ma bisogna ritornarci sopra. Non è che manchino novità, fra l’altro. La deliberazione del Parlamento Europeo contro l’utero in affitto impone un ripensamento sull’apertura all’adozione gay che la norma contiene. Stralciando l’adozione la vostra posizione potrebbe cambiare? Il testo va cambiato radicalmente, perciò dico che bisogna tornare in commissione. Stralciare solo quel punto non eliminerebbe la configurazione della normativa come simil-matrimonio, con la conseguente equiparazione completa che ne deriverebbe ben presto per via giurisprudenziale, adozione compresa.