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Intervista. Cimbro (Pd): «Noi divisi, questa l'unica via possibile»

Roberta d’Angelo giovedì 5 maggio 2016
Alla fine «abbiamo dato un colpo al cerchio e uno alla botte». Eleonora Cimbro, parlamentare del Pd che si è già battuta al Consiglio d’Europa contro l’utero in affitto, spiega il risultato di ieri, raggiunto in maniera rocambolesca per i dem. Qual è il cerchio e quale la botte?Nel Pd c’erano posizioni estremamente diverse. Sostanzialmente abbiamo evitato che ci fosse una radicalizzazione della messa al bando della maternità surrogata. C’erano alcune mozioni che chiedevano di agire penalmente rispetto a coloro che tornano in Italia, dopo essere ricorsi alla pratica all’estero. E per contro? Non abbiamo prestato il fianco a chi, come Si, voleva ragionare su una surrogata 'giusta'. Abbiamo trovato una sintesi tra queste due posizioni. La ratio è stata descrivere la situazione per quella che è, senza dare giudizi di merito. Il Pd resta diviso? Su più parti abbiamo votato in maniera difforme. Io la nostra mozione l’ho votata convintamente, ma ho votato contro l’apertura di una riflessione sulla base del paragrafo 115 della risoluzione 2229 del Parlamento europeo. Cioè?La distinzione tra maternità surrogata 'altruistica' e 'commerciale'. Per me non c’è differenza: il ritorno economico c’è, che sia sotto forma di rimborso spese o di sfruttamento. Ma il Pd questo lo ha votato compatto, anche se è stato inserito come se fosse un dettaglio minimo di poco conto. Si è ritrovata l’unità nella maggioranza Sì, ed è un bene. Ncd ha rinunciato al reato universale. E abbiamo votato insieme il diritto all’identità personale del bambino. Quindi il bimbo deve conoscere l’identità dei genitori? Questo rivoluziona i principi della legge sulle adozioni.... Esatto. E sarà riportato nella riforma delle adozioni.