Attualità

L'INTERVISTA. Mauro: «I tempi saranno brevi Non è democrazia bloccata»

Eugenio Fatigante lunedì 1 aprile 2013

Mario Mauro, come ci si sente da "saggi"?Capisco la semplificazione, ma da qui a definirmi saggio... Siamo seri: onestamente è una situazione molto complicata, veniamo da una serie di fallimenti. Sono grato a Napolitano, anche perché ha colto un’indicazione di Scelta civica. Cioè? Avevamo accennato ad altre esperienze europee in cui il tasso di conflittualità è stato contrastato con un tasso di pragmatismo, ma non privo di idealità. Perché il bene comune non è la media degli interessi in gioco, ma è un ideale talmente forte che tiene conto di tutti. Una missione impossibile? La nostra funzione è proprio quella di ricostruire fiducia. E far sì che i partiti possano ritrovarsi senza veti incrociati. E nel solco dell’integrazione europea. <+nero>In che tempi? Un mese?<+tondo> Mi sembra già un tempo lungo. Dev’essere un lavoro breve, fatto nei tempi idonei a favorire la formazione di un governo. Ma così il Parlamento resta fermo? No, sono già al lavoro le commissioni speciali e i tempi saranno brevi. D’altronde ci sono altri Paesi (il Belgio, ndr) che hanno aspettato più di 400 giorni un governo e sono riusciti a ridurre il debito. È un prendere tempo?No, è usare al meglio il tempo che abbiamo, dando un segnale all’esterno e creando delle camere di compensazione. D’altronde tutto ciò che favorisce un clima di concordia traduce il sentimento della gente che, sulla scia di quanto disse De Falco a Schettino, invita ora la politica a «risalire a bordo» e a governare. Bisogna armarsi di pazienza e volere bene al Paese. Insomma, non siamo in una democrazia bloccata? Non scherziamo. Quella del capo dello Stato è un’innovazione istituzionale, con cui chiama a raccolta per dare il conforto di un’esplorazione dal basso. Però nei gruppi manca M5S. Perché? Questa decisione è frutto delle consultazioni e, quindi, evidentemente anche dell’apporto dato dal Movimento.