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Trovata morta. Neonata abbandonata in una borsa. Il vescovo: mamme, possiamo aiutarvi

Redazione Internet martedì 19 novembre 2019

Alessandro invece ce l'ha fatta grazie a una culla termica, quella del Policlinico di Napoli dove due anni fa è stato lasciato perché qualcuno se ne prendesse cura (Kontrolab)

Una neonata ormai morta è stata trovata stamani in una borsa a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. La piccolina era stata abbandonata accanto a un raccoglitore di farmaci. Forse un gesto compiuto nella speranza che potesse essere salvata. Ma non possiamo saperlo. A scoprirla è stato il personale della farmacia comunale che ha notato la borsa e ha voluto controllare il contenuto. Sul caso indagano i carabinieri. Dai primi accertamenti risulta che la bimba, con ancora il cordone ombelicale attaccato, sarebbe stata partorita da poco, al nono mese.

"Questo gesto di disperazione lascia tutti profondamente addolorati e sconcertati - riflette colpito l'arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori -. La morte di questa piccola fa ipotizzare una situazione di grave difficoltà che non si è stati capaci di intercettare".

E lancia un appello: "La nascita di una nuova vita deve essere accolta e salvaguardata in ogni modo. La Chiesa e molte realtà cattoliche non fanno mancare la presenza e la vicinanza alle mamme in difficoltà che possono rivolgersi ai consultori familiari, ai centri di aiuto alla vita, e come ultima scelta possono lasciare in sicurezza i neonati nelle culle termiche affinché siano affidati ad una famiglia. Sono possibilità che insieme al parto in anonimato negli ospedali devono essere più valorizzate e promosse. Rivolgiamo una preghiera per questa creatura accolta nella luce del Signore, invochiamo pietà cristiana e misericordia per i genitori".

"Son quelle cose che ti lasciano basito e incredulo e ti lasciano in bocca un sapore di ingiustizia enorme accanto a un grande dispiacere", ha commentato a caldo il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi.


"È un fatto molto triste che ci richiama l'attenzione sul fatto che abbiamo realizzato molte cose, ma ancora non sono passate completamente - afferma l'assessore regionale al Diritto alla Salute, Stefania Saccardi -. In Toscana è possibile col progetto Mamma segreta partorire in assoluta sicurezza per la madre e per il bambino negli ospedali pubblici senza avere l'obbligo di riconoscere il neonato".

"Peraltro- aggiunge l'assessore toscano - in queste situazioni abbiamo dei percorsi molto rapidi per dare in adozione il bambino con percorsi in grande sicurezza che tutelano anche la salute della mamma. Abbiamo ad esempio a Firenze due culle termiche dove comunque è possibile abbandonare il bambino con la certezza che quella vita non sarà buttata via in qualche modo".

Vedere, invece, "una vita appena nata gettata via- sostiene Saccardi- e senza alcuna opportunità è davvero una cosa molto
triste, soprattutto se si considera che abbiamo i percorsi più tutelati per la madre e per il bambino anche nel rispetto di chi
un figlio non lo vuole tenere, ma lo vuole lasciare. Ci sono tante famiglie che accolgono questi bambini". Quindi, conclude,
"evidentemente c'è ancora molto da lavorare sull'informazione e forse il progetto "Mamma segreta" converrebbe a questo punto
riprenderlo e diffonderlo ulteriormente".

"Una scoperta dolorosa e sconvolgente, sia pensando alla bimba sia pensando alla sua mamma - riflette amaramente Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita -. Purtroppo, non è la prima volta che accadono storie simili. Povertà umane, affettive, spirituali che conducono alla svalutazione della vita umana in un impasto di solitudine e disperazione. Buio. Freddo. Accanto a questi abbandoni ci sono poi quelli terribili che non vengono neanche riconosciuti come abbandoni quelli, numerosissimi, che avvengono per i bimbi cui viene impedito di nascere. Qui il rifiuto prima che fisico è mentale, perché l’abbandono è nel pensiero, nella mente, nel cuore; di questi bimbi viene cancellata anche la possibilità di essere guardati, è come se non esistessero; di loro, come esseri umani a pieno titolo, non si deve parlare".

"È necessaria una inversione di rotta per non limitarci solamente a scuotere la testa, addolorati, quando si scoprono bambini neonati tra i rifiuti", continua Marina Casini. E anche lei ricorda che "In Italia i centri di aiuto alla vita si trovano in ogni regione, isole comprese, e spesso sono abbinati a case di accoglienza. Esiste poi la possibilità di partorire in forma anonima, in qualunque ospedale pubblico ricevendo assistenza per la salute della mamma e del nascituro. Ci sono poi, spesso associate a ospedali, le culle termiche, le “culle per la vita” dove collocare il neonato in forma anonima. È necessario che queste realtà siano conosciute. La scarsa informazione è probabilmente dovuta ad una cultura che cerca di mettere il silenziatore sul bambino nella fase prenatale e di conseguenza non favorisce la conoscenza di strumenti che potrebbero evitare infanticidi e tragici abbandoni".