Attualità

RIFIUTI TOSSICI. Nel sottosuolo di Casal di Principe trovati mercurio e ceneri

Antonio Maria Mira giovedì 19 settembre 2013
Mercurio e ceneri di fonderia, cariche di metalli pesanti. Sarebbero stati trovati nel terreno di Casal di Principe dove si sta scavando da due giorni dopo le rivelazioni del collaboratore di giustizia Luigi D’Ambrosio. Per ora solo prime ipotesi visive in attesa delle analisi. Ma scatta l’allarme acqua. Così la commissione straordinaria che guida il comune dopo lo scioglimento per infiltrazione camorristica ha reiterato il divieto all’utilizzo dell’acqua proveniente da pozzi privati, in vigore dal 2011 quando vennero trovati rifiuti pericolosi in un terreno adiacente.Misura precauzionali, dunque. Intanto da ieri mattina, a fianco dei tecnici che hanno ripreso lo scavo alla ricerca dei rifiuti interrati dalla camorra, altri esperti inviati dall’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano stanno prelevando l’acqua dai pozzi della zona. E dovranno fare in fretta. Il timore, molto concreto, è che i fanghi industriali trovati a circa dieci metri di profondità possano aver inquinato la prima falda acquifera che nel paese si trova pochi metri più in basso. E sarebbe davvero emergenza, anche perché molte case di Casal di Principe, soprattutto in questa area, sono abusive e proprio per questo si approvvigionano d’acqua solo dai pozzi, altrettanto abusivi e, quindi, non controllati. Proprio per questo l’assessore Romano, che ha inviato i tecnici dell’Arpac e quelli del Ciclo integrato dell’acqua, ha telefonato al prefetto Silvana Riccio che guida la commissione straordinaria che amministra il comune sciolto per infiltrazione camorristica. «Le ho comunicato l’inizio della analisi ricordandole che nel caso emergesse un inquinamento la commissione dovrebbe intervenire interdicendo il prelievo di acqua dai pozzi. In questo caso la regione è pronta ad intervenire collegando la abitazioni interessate all’acquedotto». Ma qui potrebbero sorgere dei problemi nel caso le abitazioni risultassero abusive. Ci sono già dei precedenti quando nel 2011 il sindaco (ancora non "mandato a casa" per legami con i "casalesi") emise le ordinanze ora reiterate. E sempre precauzionalmente la commissione ha stabilito che oggi non si terrà il mercato che settimanalmente in un’area a fianco del terreno dove si sta scavando.Comunque la parola d’ordine è «fare presto». Lo ha chiesto l’assessore ai suoi tecnici per quanto riguarda i pozzi, lo hanno chiesto i magistrati della Dda di Napoli, come spiega il pm Giovanni Conzo, per quanto riguarda i fanghi e i resti di fusti trovati martedì e anche ieri. Dallo scavo, su cui operano vigili del fuoco, tecnici dell’Arpac e carabinieri del Noe, sono usciti anche ieri materiali altamente sospetti, a conferma delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia che ha mandato i magistrati su quel terreno e che avrebbe parlato anche di altre zone dove avrebbe lavorato, venti anni fa, come ruspista, per l’interramento dei rifiuti. E dove presto saranno fatti altri scavi. Anche per questo dalla prossima settimana sarà attivo un "gruppo operativo" di tecnici della regione affiancati da altri messi a disposizione dal ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, col compito di svolgere rapidamente un censimento dei siti più inquinati della "terra dei fuochi".