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Lampedusa. Primi trasferimenti sulla nave quarantena. Dal 10 rimpatri per i tunisimi

Redazione internet martedì 4 agosto 2020

La Gnv Azzurra approda al molo di Lampedusa

Solo il vento forte ha bloccato i trasferimenti dei migranti dall’hotspot di Lampedusa, sovraffollato da circa un migliaio di persone, alla nave quarantena Gnv Azzurra, che ieri mattina aveva raggiunto l’isola. Fatti salire 350 stranieri, a gruppi di 10 e tutti con mascherina, nel primo pomeriggio l’imbarcazione ha infatti dovuto sospendere le operazioni e ha ripreso il mare; pare che tornerà a completare l’opera domani.

Un po’ di respiro comunque per il centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola, nei giorni scorsi in piena emergenza per i continui sbarchi. Anche a Porto Empedocle (Agrigento) intanto è stata svuotata la tensostruttura dove si trovavano in pessime condizioni di soggiorno 400 tunisini, che ieri sono stati trasferiti al centro d’accoglienza di Caltanissetta.

Si sgonfiano così le maggiori urgenze, ma – mentre non calano gli arrivi alla spicciolata (oggi ad esempio ne sono stati segnalati 60 su barca a vela a Crotone e altri 84 a Gallipoli) – resta la necessità di affrontare il problema più a medio termine, e secondo le novità del fenomeno: che oggi sono soprattutto i clandestini dalla Tunisia, migranti cioè che non fuggono dalle guerre o dai campi di tortura libici, ma cercano in sostanza migliori condizioni di vita.

La "ricetta" del governo Conte, preannunciata sia dal premier sia dal ministro Di Maio, è stata declinata nel concreto dalla titolare del Viminale Luciana Lamorgese: dal 10 agosto riprenderanno i voli charter per il rimpatrio dei tunisini, interrotti durante il lockdown. In realtà i trasporti erano già ricominciati dal 1° giugno, con 266 partenze soprattutto per Tunisia e Albania, ma ora il flusso avrà un andamento più sostenuto verso il Paese nordafricano, secondo gli accordi presi con le autorità tunisine: due aerei a settimana, ognuno con 40 persone. La ministra ha anche definito «imminente» il rafforzamento della presenza di nostri militari alla frontiera con la Slovenia, segno della «massima attenzione al fenomeno migratorio a nord-est».

Ovvio che la stretta sui migranti abbia offerto spunti alle opposizioni per sostenere che la "linea dura" (chiusura dei porti, blocco navale) sempre sostenuta dalle destre fosse quella giusta, tanto che ora viene assunta anche dal secondo esecutivo Conte. Tocca dunque a quest’ultimo far capire dove stiano semmai le differenze: cosa non facile, dato l’imperante populismo che livella nell’opinione comune tutte le eventuali distinzioni. E soprattutto se non si ha il coraggio di agire sui decreti Salvini.