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Turchia. Affonda barcone di migranti nel mar Egeo, morti cinque bambini e quattro donne

Redazione Internet venerdì 3 maggio 2019

Foto archivio Ansa

Una strage di donne e bambini, quella che si è consumata nel mar Egeo, nell'ennesimo viaggio della speranza trasformata in tragedia. Un barcone con 17 migranti a bordo è affondato al largo della Turchia: cinque bambini e quattro donne sono annegati. Altre cinque persone (tra cui un'altra donna e un bambino) sono state invece soccorse. Altre tre risultano disperse e si presume che siano da aggiungere al conto delle vittime. Un di loro potrebbe essere lo scafista

Il naufragio è avvenuto nelle acque davanti al distretto di Ayvalik, nella provincia di Balikesir, nel nord-ovest della Turchia. La città è lo snodo principale per migranti che vogliono raggiungere l'isola greca di Lesbo.

La guardia costiera ha precisato che sono in corso le operazioni di ricerca dei dispersi (quattro migranti e un sospetto trafficante di esseri umani) con l'appoggio di quattro imbarcazioni e due elicotteri.

Quella del Mar Egeo non è l'unica tragedia della migrazione avvenuta in Turchia: i corpi assiderati di sei uomini sono stati trovati dalla gendarmeria locale in un'area rurale della provincia orientale turca di Van, vicino al confine con l'Iran. Secondo le prime ricostruzioni, si tratta probabilmente di migranti morti nel tentativo di attraversare la frontiera, i cui resti sono emersi con lo scioglimento delle nevi.

A lanciare l'allarme erano stati alcuni pastori della zona dopo aver scoperto il corpo di un uomo morto per assideramento. Una volta allertate, le forze della gendarmeria hanno avviato una perlustrazione che ha portato al ritrovamento degli altri cinque cadaveri. Secondo quanto riferisce Anadolu, tutti i corpi sono stati sottoposti ad autopsia. Non si esclude che possano emergere i resti di altre vittime. Nell'area rurale e montuosa tra Turchia e Iran, le precipitazioni nevose invernali sono frequenti e spesso copiose e le temperature scendono anche di molti gradi sotto lo zero. Da quella frontiera giungono soprattutto i migranti da Afghanistan e Pakistan, per cui la Turchia è in molti casi un Paese di transito verso l'Ue. Lungo parte del confine, è inoltre presente una barriera di separazione per contrastare il contrabbando e il transito illegale, che Ankara ha voluto costruire anche con l'obiettivo di fermare eventuali rifornimenti ai ribelli del Pkk curdo dai suoi sostenitori in territorio iraniano.