Attualità

ROMA. Napolitano, omaggio all'Altare della Patria

giovedì 4 novembre 2010
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è giunto all'Altare della Patria per rendere omaggio alla tomba del Milite ignoto, con la deposizione di una corona d'alloro, primo atto ufficiale delle celebrazioni per il 4 Novembre, Giorno dell'Unità nazionale e Giornata delle Forze armate. Ad attendere il capo dello Stato, giunto in piazza Venezia con il ministro della Difesa Ignazio La Russa, con il quale ha passato in rassegna le truppe schierate davanti all'Altare della Patria, tutte le altre alte cariche dello Stato: il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Corte costituzionale Francesco Amirante.Con loro, anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il comandante dell'Arma dei carabinieri generale Leonardo Gallitelli, il capo della Polizia prefetto Antonio Manganelli, il questore di Roma Tagliente, il segretario generale del Quirinale Donato Marra e l'Odinario militare per l'Italia monsignor Vincenzo Pelvi. Accolto sulle note dell'Inno d'Italia, il presidente Napolitano con il premier, i presidenti dei due rami del Parlamento e il presidente della Consulta hanno percorso l'alta scalinata e hanno osservato un minuto di raccoglimento davanti alla tomba del Milite ignoto, mentre risuonavano le note del Silenzio.«Il 4 novembre di 92 anni fa aveva termine il Primo conflitto mondiale e si completava il grande disegno dell'Italia unita. Oggi, all'Altare della Patria, a nome di tutti gli italiani, renderò il mio deferente omaggio a tutti coloro che sono caduti per costruire un'Italia libera, democratica e prospera». Lo afferma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato ai nostri militari in occasione del Giorno dell'Unità nazionale e Giornata delle Forze armate.«In quel momento di commosso raccoglimento - continua Napolitano - il mio pensiero andrà in particolare ai tanti giovani che, anche recentemente, hanno perso la vita mentre assolvevano il proprio compito nelle missioni di pace. Il loro ricordo così vivo e doloroso in tutti noi - dice ancora il capo dello Stato - ci deve indurre non a desistere ma a persistere nel nostro impegno, a moltiplicare gli sforzi, anche per onorare la memoria di quei ragazzi e dare il significato più alto al loro sacrificio, che altrimenti sarebbe stato vano».Nella ricorrenza del 4 novembre, che quest'anno, nel quadro delle Celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, «assume significato ancor più profondo - sottolinea Napolitano - rendiamo onore ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri e ai finanzieri che operano nelle aree di crisi con perizia, abnegazione ed entusiasmo. Riconosciamone l'impegno e la professionalità e ringraziamoli per i progressi che ci hanno permesso di compiere verso un mondo più stabile, pacifico e sicuro. Siamo orgogliosi di quanto essi fanno ogni giorno, in nome del nostro Paese e della comunità internazionale».