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Cultura. Musei, è record nel 2016. Ma il 70% degli italiani li diserta

A.Gugl. sabato 7 gennaio 2017

L'atrio della Triennale di Milano, inaugurazione della XXI Triennale International Exhibition , 21 st Century Design After (Fotogramma)

I musei sono sempre più pieni, ma gli italiani non vanno al museo. È la sintesi dei dati di afflusso nell'anno appena trascorso e dell'immagine statistica sul 2016.

Per un verso, è stato un anno record per i musei statali italiani, che con 44,5 milioni di visitatori e incassi per oltre 172 mln di euro registrano un incremento rispettivamente del 4% e del 12% rispetto al 2015, pari a 1,2 mln di visitatori in più e a 18,5 mln di euro di incassi in più. Lo ha annunciato il ministro della cultura Dario Franceschini, sottolineando il buon risultato della sua riforma: "6 mln in più in un triennio, che rappresentano un incremento del 15% e hanno portato ad un aumento degli incassi pari a 45mln".

Sono oltre 8 milioni le persone che hanno partecipato all'iniziativa "Domeniche gratuite al Museo" da quando sono state istituite. Il dato, diffuso dal ministro, risulta dalla somma degli oltre 3 milioni di ingressi nelle prime domeniche del 2016, dei tre milioni e mezzo di ingressi nelle prime domeniche del 2015 e del milione e mezzo delle sei edizioni del 2014.

Tuttavia per sette italiani su 10 il museo resta un grande sconosciuto. Se in Italia il 18,6% della popolazione non svolge nessuna attività culturale per quanto semplice e occasionale, ben Il 67% diserta mostre e musei, mentre i siti archeologici e i monumenti sono del tutto ignorati dal 73,2% degli italiani. Per non parlare di quell'80% che non è mai stato a teatro. È l'ultimo annuario Istat a disegnare così, per il 2016, una mappa aggiornata del disinteresse e della noncuranza italiana, ma anche dell'impossibilità a partecipare agli eventi culturali del Paese.

Il dato di per sè non è molto diverso da quello del 2015, dice l'Istituto statistico, che annota come la partecipazione agli eventi
culturali declini maggiormente dopo i 60 anni (20%), in maggior misura per le donne che per gli uomini ((21,5% contro il 15,5% ) e raggiunga il picco tra gli over 75 anni (49,7% contro il 34% dei maschi).