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POLITICA . Letta: «Governo più stabile» Lo scontro si sposta sull'Iva

giovedì 29 agosto 2013
Dopo l'accordo per cancellare a tappe l'Imu sulle prime case il presidente del Consiglio, Enrico Letta, si dice ancora più certo che le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi non siano un freno per la tenuta dell'esecutivo a targa Pd-Pdl. "Ho sempre detto che non temevo e non temo, a maggior ragione adesso, che ci sia una influenza sulla vita del governo da sentenze legate a vicende giudiziarie", ha detto Letta a Radio Anch'io.Il decreto legge approvato ieri cancella la prima rata dell'Imu sulle prime case dovuta nel 2013. Il 15 ottobre, al momento di presentare la Legge di stabilità, il governo varerà un secondo decreto per eliminare anche il saldo di dicembre. L'intesa politica prevede che dal 2014 l'Imu sia sostituita dalla Service tax, nella quale confluirà anche la Tares, l'imposta sui servizi solidi urbani.Frutto di un lungo negoziato con la maggioranza, il decreto accoglie le istanze promosse dal Pd e stanzia 500 milioni per rifinanziare la cassa integrazione oltre a 700 milioni in favore di circa 6.500 esodati, i lavoratori che dopo la riforma previdenziale di fine 2011 rischiano di trovarsi senza lavoro nè pensione. Per sostenere un'economia ancora in recessione, il provvedimento aumenta a 30 miliardi da 20 i rimborsi alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione in programma nel 2013 (altri 20 sono previsti nel 2014).
MALUMORI NEL PDBerlusconi canta vittoria: "Il Popolo della libertà ha rispettato il patto con i suoi elettori e il presidente Letta ha rispettato le intese con il Pdl. Gli effetti positivi vanno a beneficio di tutti i cittadini", ha commentato ieri a caldo in una nota. "L'etica in politica è mantenere la parola data", ha aggiunto. Anche il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, si è dichiarato soddisfatto, sebbene tra i democratici serpeggino malumori. Stefano Fassina, vice di Fabrizio Saccomanni in quota Pd, dice che l'intervento sull'Imu ha sottratto risorse per evitare l'aumento dell'Iva. L'unica soluzione per sterilizzare l'imposizione sui consumi è mantenere il saldo Imu di dicembre, prosegue il deputato mettendo in discussione l'intesa siglata ieri.
Il fronte dei critici all'accordo di ieri sull'Imu annovera l'ex presidente del Consiglio e leader di Scelta civica, Mario Monti, che torna ad accusare il governo di aver ceduto alle pressioni del partito di Berlusconi: "Letta e il Pd sono la prova evidente che purtroppo le intimidazioni pagano", dice.Insoddisfatti anche i sindacati. Cgil, Cisl e Uil sollecitano il governo a concentrarsi sul lavoro e chiedono un altro miliardo per gli ammortizzatori sociali.Le associazioni dei consumatori temono che la Service tax sposti il peso della tassazione immobiliare dai proprietari agli inquilini. L'Adoc parla di un "vero e proprio regalo agli immobiliaristi" criticando l'esenzione dall'Imu per gli immobili invenduti. L'Unione Inquilini invece parla di una "una stangata media da circa 1000 euro rischia di abbattersi a partire dal prossimo anno sugli inquilini. Non è ancora chiaro nei dettagli il meccanismo, ma è evidente che, a partire dal 2014, saranno a carico degli inquilini la maggior parte degli oneri relativi alla nuova tassa che, di fatto, anche negli importi, sostituirà sostanzialmente l'intera Imu oggi pagata dai proprietari". Indicando le future mosse del governo, Letta dice che martedì prossimo il Consiglio dei ministri varerà "norme funzionali all'inizio dell'anno scolastico con segnali che diano speranze in più al mondo della scuola".Tra le "priorità" da affrontare in autunno il capo del governo ha indicato la legge elettorale.

 

NUOVO FRONTE DI TENSIONENasce però un nuovo fronte di tensione dentro la maggioranza: il miliardo di euro necessario a rinviare l'aumento dell'Iva di altri tre mesi, da ottobre a gennaio. Il vice premier Angelino Alfano ribadisce l'impegno a sterilizzare l'imposizione sui consumi: "Siamo fiduciosi di farcela"."I timidi e flebili segnali di ripresa che ancora non hanno prodotto effetti sui consumi vanno certamente incoraggiati con politiche di sostegno alla domanda interna che - per consumi ed investimenti - rappresenta l'80% del Pil". È quanto afferma in una nota Confcommercio auspicando l'annullamento dell'aumento dell'Iva dall'1 ottobre. "È evidente - aggiunge l'associazione dei commercianti - che dopo aver abolito l'Imu sulla primacasa, è ora necessario trovare le risorse per archiviare definitivamente l'aumento dell'Iva che sarebbe esiziale per imprese e famiglie". Confcommercio chiede "alla politica tutta e al governo di evitare battaglie di parte e trovare le risorse indispensabili al superamento definitivo dell'aumento dell'aliquota dal 21 al 22%".