Attualità

ITALIA-STATI UNITI. Telefonata Obama-Monti: più misure per la crescita

mercoledì 16 maggio 2012
​Asse Washington-Roma per la crescita e l'occupazione. Il premier Mario Monti e il presidente americano Barack Obama hanno avuto un colloquio telefonico, durante il quale hanno discusso "dell'attuale situazione economica in Europa e si sono detti d'accordo sulla necessità di intensificare gli sforzi per promuovere la crescita e l'occupazione". La telefonata precede i vertici del G8 e della Nato, in programma nei prossimi giorni a Camp David e a Chicago. E Obama coglie l'occasione per ringraziare Monti "dei significativi contributi dell'Italia alla Nato". Il presidente americano e il premier hanno inoltre discusso la transizione in Afghanistan, che sarà uno dei temi del vertice di Chicago. Monti - durante il colloquio - ha accettato con favore di introdurre i lavori della I Sessione del G8 su 'Economic and Global Issues' (temi economici globali) la mattina del 19 maggio. Lo scambio fra Monti e Obama arriva nel giorno del primo incontro ufficiale fra il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera Angela Merkel, che rappresentano le due facce dell'Europa, divisa fra crescita e austerity. La speranza degli Stati Uniti è che con la fine 'Merkozy' e quindi con l'arrivo di Hollande, anche Merkel, complice la batosta elettorale del fine settimana, possa ammorbidire la linea del rigore e premere di più sull'acceleratore della crescita. Un cambio su cui l'amministrazione Obama è in pressing da mesi. L'alleato Monti in questo quadro viene visto come fra i più affidabili. E la telefonata arriva anche nel giorno in cui la Grecia annuncia nuove elezioni per l'impossibilità di formare un governo. Difficoltà politiche che alimentano il timore di un'uscita di Atene dall'euro, spettro sollevato da più parti. E' delle ultime ore, infatti, il monito del direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde, che per la prima volta esplicitamente ha ammesso come quello che sembrava impossibile, l'uscita della Grecia, è diventata un'opzione sul tavolo.