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IL NUOVO ESECUTIVO. Monti ottiene la fiducia: chiederemo sforzi a chi ha dato meno

venerdì 18 novembre 2011
Ottenuta la fiducia in entrambi i rami per Parlamento il governo guidato da Mario Monti è pienamente operativo. Lunedì il Consiglio dei ministri per il primo provvedimento: uno schema di decreto legislativo su Roma Capitale che sarà trasmesso all'esame delle Commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni e Stato-Città.La nomina dei sottosegretari non avverrà lunedì, "richiede qualche giorno ancora" e "anche in questo caso, come è stato per i ministri, la scelta sarà basata sul principio di sobrietà".Mario Monti ha tenuto la prima conferenza stampa dopo la fiducia nella sala del Mappamondo alla Camera e ha inaugurato lo stile "europeo" nei rapporti con i giornalisti: comunicazioni ufficiali per evitare il più possibile il diffondersi di illazioni, domande durante la conferenza stampa e non "a margine". Il premier ha illustrato i prossimi appuntamenti in sede internazionale. Martedì, a Bruxelles, pranzo con il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso. Giovedì a Strasburgo una riunione a tre con il presidente Sarkozy e il cancelliere Angela Merkel con cui Monti ha già avuto "una lunga conversazione telefonica" ieri. Per l'incontro di giovedì "non c'è un ordine del giorno. Mi è stato chiesto dai colleghi, mi dovrò abituare a chiamarli così, un contributo di idee. Parleremo di argomenti molto rilevanti per il comportamento dell'Eurozona". Il 28 e 29 novembre poi, Monti, in veste di ministro dell'Economia, parteciperà all'Ecofin. Ha familiarità il Presidente del Consiglio con i temi europei. Ha ricordato di aver contribuito, insieme al precedente ministro dell'Economia, Giulio Tremonti "alla formulazione della proposta sugli eurobond nel rapporto di maggio presentato a Barroso". I rapporti con la Bce saranno inevitabili ma le decisioni dell'Eurotower "che sono state assunte nell'ordinamento attuale e che non vedo ragioni di modificare, saranno oggetto di valutazione ma nel senso della divisione delle responsabilità tra un organismo finanziario e uno politico".Sul merito dei provvedimenti e delle riforma che il governo intende adottare, Monti non si è sbilanciato, ma haassicurato che "gli sforzi da fare, sia sulla fiscalità che per l'ammodernamento del Paese e il taglio dei privilegi, saranno chiesti a quelle categorie che finora hanno dato meno per il risanamento". Un accenno al metodo. Per agevolarne la comprensione delle forze politiche e sociali, i provvedimenti saranno presentati in "pacchetti organici" per poter avere una visione d'insieme perchè "c'è la necessità di un disarmo bilanciato delle diverse parti". Decreti legge o disegni di legge, si vedrà, in base alle esigenze e alle urgenze temporali.Pacchetti di misure su cui Monti cercherà di avere "il più ampio consenso possibile" tra le forze politiche edanche tra le forze sociali. "Il consenso del Parlamento è indispensabile. Per il consenso delle parti sociali si farà il possibile".MARIO MONTI FA IL BISMario Monti fa il bis. Fiducia alla Camera esattamente con le stesse proporzioni (una volta si sarebbe detto bulgare) del Senato: 556 sì, 61 no. Parte il governo della ricostruzione che preannuncia quello che tutti sanno arriverà: misure poco gradevoli per raddrizzare la situazione economica. Nessuno, oggi, è in condizione di dire di no alla medicina, e qualcuno se la fa piacere.Non a caso il Pd annuncia con Dario Franceschini sostegno fino al 2013, Di Pietro parla di un sì all'esecutivo per il solo bene del Paese, Berlusconi fa il proposito di non staccare la spina prima della scadenza naturale della legsilatura. Solo Umberto Bossi, in uno stile che ha furoreggiato fino a poche settimane fa, vede nero: "Prima o poi la gente si incazzerà e Monti sarà cacciato". Pardon? Il premier giovedì parlerà in francese con Sarkozy e Merkel, in quello che sembra essere il primo di una lunga serie di incontri a tre, al capezzale dell'Eurozona ammalata. "Mi hanno chiesto di dare un contributo d'idee", precisa. Per l'Italia, sottolinea in una conferenza stampa a fiducia ottenuta, più si torna ad un clima di dialogo meglio è. Come quello che si è registrato questo pomeriggio Montecitorio e ieri sera a Palazzo Madama. Una "inattesa" densità di dibattito, certo, ma nessun tono troppo alto. E alla fine, cosa che non guasta, larghe convergenze. "Spero che il clima politico sarà più pacato nei toni ma non nell'inazione perchè vogliamo intensificare l'azione", dice ancora il presidente del Consiglio sviluppando il ragionamento. "Sono molto a disagio quando vedo da cittadino la crescente distanza e la decrescente considerazione dell'opinione pubblica verso la classe politica. Lo trovo veramente ingiustificato e credo possiamo dare contributo di miglioramento con questo clima più pacato".Che il neopresidente del Consiglio stia già imparando a destreggiarsi nelle sottigliezze della politica? In effetti, arrivano i primi segnali a riguardo. Primo: il mandato di questo governo ha come unico limite quello della scadenza della legislatura. Secondo: non mi sono mai candidato a niente in vita mia. Terzo: cercherò sempre un ampio consenso, ma non escludo la decretazione d'urgenza. Quarto (infine): chiederemo sforzi ha chi ha contribuito meno. Si incomincia lunedì, con il primo Consiglio dei ministri. All'ordine del giorno: un decreto legislativo su Roma Capitale.