Attualità

GOVERNO. Riforma della Protezione civile, benzina più cara per finanziarla

venerdì 13 aprile 2012

"Sono qui volontario per mettere in sicurezza il paese". Mario Monti, parlando agli stati generali del volontariato, fa questa battuta alludendo alla crisi economica. "C'è una consonanza tra la vostra attività e la mia funzione di volontario per la messa in sicurezza, assieme a tutto il sistema politico-parlamentare, del Paese", ha detto il premier.UNA RIFORMA STRUTTURALE"La riforma di oggi è una riforma strutturale per il Paese non certo tra le meno importanti", così il presidente del Consiglio ha presentato il testo che a vent'anni di distanza rivede la legge sulla Protezione Civile, discusso in Consiglio dei ministri. L'obiettivo, ha chiarito Monti, è chiaro: "Accelerare i tempi di azione della Protezione Civile e rafforzarne l'efficacia nel monitoraggio e nella gestione delle emergenze". La riforma, ha continuato il Professore, "esalta il ruolo del Dipartimento, che sarà potenziato a partire dal potere di emanare le ordinanze, e che resta in capo alla presidenza del Consiglio, agendo di concerto con le Regioni". Monti ha poi sottolineato che il presidente del Consiglio può delegare al ministro dell'Interno alcune competenze e ha ribadito che sarà rifinanziato il fondo per la Protezione Civile."La legge italiana sulla protezione civile - ha detto sempre Monti è un esempio unico" che coglie "la profonda debolezza di un sistema Paese spesso inadeguato" in quanto "troppo frammentato" e "con lo sguardo troppo rivolto in se stesso". Il presidente del Consiglio ha sottolineato che "il sistema Paese è spesso inadeguato in quanto troppo frammentato e con lo sguardo spesso ripiegato su se stesso". Una sottolineatura che, ha aggiunto Monti strappando un applauso alla platea, "non è riferita al sistema territoriale". Il premier ha poi sottolineato la "grandissima forza delle individualità" italiane e allo stesso tempo "la forte debolezza del sistema". Una debolezza, ha concluso, "alla quale bisogna porre rimedio".REGIONI POTRANNO AUMENTARE IMPOSTA SU BENZINA"Al momento della dichiarazione dello stato di emergenza le Regioni hanno facoltà di elevarel'imposta regionale sulla benzina di loro competenza sino al massimo di 5 centesimi per litro". Lo si legge nel comunicato del Cdm, che ha esaminato la riforma della protezione civile. Tornerebbe così sotto forma di "facoltà" la 'tassa sulle disgrazie' che prevedeva l' "obbligo" per le Regioni di elevare al massimo le proprie addizionali per finanziare le emergenze, ma che era stata bocciata dalla Consulta.