Attualità

VERSO LE URNE. I moderati: noi comunque in campo

Marco Iasevoli martedì 11 dicembre 2012
A sentir parlare i protagonisti, il nuovo soggetto centristra guidato da Montezemolo, Riccardi, Olivero e Dellai potrebbe chiamarsi "Italia civica", e potrebbe riportare nel simbolo un riferimento diretto a Monti, per far capire agli italiani che alle consultazioni sarà indicato per Palazzo Chigi l’attuale premier. 
Ma questo è solo il "piano-B", che tra l’altro avrebbe l’intoppo - per colpa del Porcellum - di dover indicare sulle liste un candidato-premier solo formale. Il "piano-A", invece, è più completo e accattivante, e a quello si continua a lavorare: nello scenario ideale, il nome indicato sulle liste come "capo della coalizione" è quello di Mario Monti. Dunque, una candidatura diretta del Professore a Palazzo Chigi. «Monti deciderà con la determinazione con cui ha dato le dimissioni, io ho fiducia», dice in serata il ministro Riccardi.
Anche il presidente Acli Andrea Olivero ammette che la presenza in campo di Monti «è il massimo auspicio, per capire credo sia questione di giorni». Analoga aspettativa nutre pure Luca Cordero di Montezemolo, che oggi terrà una convention a Reggio Emilia con Italia Futura. Olivero dice la sua anche sulle alleanze: «Dialogare con il Pd non è difficile, ma con Fli siamo un po’ distanti». È lo specchio di un’impasse che si trascina da giorni: la società civile non vuole troppi politici in lista.
L’arrivo di Monti potrebbe sciogliere tutti i nodi: il premier sembra convinto del fatto che nel nuovo progetto debbano rientrare quei volti della politica che hanno mostrato responsabilità e che lavorano apertamente nel solco del Ppe. In questo senso, Monti è l’unico federatore possibile. Altrimenti, "civili" e "politici" potrebbero marciare separati con simboli propri, meno che al Senato dove il Porcellum impone il listone. D’altra parte, se Montezemolo, Riccardi e Olivero potrebbero anche per assurdo pensare - in assenza del premier - a passi indietro, analoga possibilità non ce l’hanno Udc e Fli. Che dunque, se non potranno contare su Monti in carne ed ossa, andranno avanti con la "lista per l’Italia" facendosi eredi della sua agenda. Perciò la kermesse del 20 dicembre organizzata da Galletti, Della Vedova e Lanzillotta si terrà qualsiasi sia lo scenario del momento.