Attualità

VERITA' ROVESCIATE. Se l'asilo ti spaccia la famiglia con due papà

Daniela Fassini giovedì 7 marzo 2013
Famiglia? Vietato pensare al solito, vecchio modello con una mamma e un papà. Ora ai bambini qualcuno pensa sia giusto insegnare che le tipologie familiari sono numerose e ricche di sfumature. Due mamme, due papà. O anche vari genitori insieme. Non è uno scherzo, purtroppo. Succederà davvero per i bambini che il prossimo 12 e 13 marzo assisteranno alla riduzione teatrale del libro Piccolo uovo di Altan. Lo spettacolo è tratto dal libro dell’autrice lesbica, quattro figli, Francesca Pardi e illustrato appunto dal papà della Pimpa. La favola racconta il viaggio di un uovo che, prima di nascere, vuol conoscere tutte le "tipologie di famiglia", comprese quelle omosessuali. Come se fosse normale mettere tutto sullo stesso piano. Il libro, che aveva suscitato non poche polemiche (l’assessore milanese al Welfare, Piefrancesco Majorino aveva proposto di farlo adottare negli asili), ritrae anche, tra vignette e personaggi colorati, due pinguini maschi che accarezzano un piccolo pinguino o ancora, due micie che coccolano due piccoli micini. Allusioni inequivocabili che ora, dalla favola, diventano uno spettacolo per bambini dai 3 agli 8 anni. Una mail a tutte le scuole materne ed elementari della città invita a portare le classi a vederlo. «Gentili insegnanti, vi contattiamo per segnalarvi gli ultimi spettacoli della stagione del Teatro Litta rivolti ai vostri ragazzi», è l’invito diffuso dal teatro alle scuole, sia statali sia paritarie.Il tema dello spettacolo (si legge dalla programmazione per le scuole sul sito del teatro) è: «Che cos’è una famiglia, quanti tipi ce ne sono». «I bambini sono più abituati di noi a convivere con storie e culture lontane, a vivere la differenza – specifica meglio la scheda dell’appuntamento rivolto ai bambini più piccoli –. Ma spesso mancano le narrazioni che permettono ai nuovi bambini di riconoscersi come l’esito di una storia che li precede, li accompagna, li prosegue. Bisogna trovare le parole. Bisogna potersi specchiare per vedersi dentro. La Storia. Ci vogliono nuove fiabe per le nuove famiglie».Lo spettacolo, realizzato dalla compagnia bresciana "Teatro 19", ha già avuto però il suo debutto. Lo scorso 19 febbraio è infatti andato in scena al teatro di Casalpusterlengo (teatro gestito sempre dal Litta) davanti a una platea di 230 bambini. Qui la polemica è scoppiata però dopo lo spettacolo. Diversi genitori, preoccupati dai racconti dei figli, avevano protestato perché ritenevano di non esser stati adeguatamente informati: «Era stato presentato entusiasticamente dagli insegnanti e non avevamo capito» racconta una madre.Anche a Milano, dal teatro si aspettano il tutto esaurito. Per il momento, informano gli impiegati della biglietteria, «sono 180 le presenze previste per il 12 e 90, al momento, quelle per il giorno successivo». Ma c’è da aspettarsi anche l’en plein delle polemiche. «Farò un’interrogazione in aula, settimana prossima» assicura il consigliere comunale del Pdl, Matteo Forte. «In tutti gli aspetti educativi deve essere coinvolta la famiglia – commenta Michele Ricupati di Agesc Milano – altrimenti sono lo Stato e la scuola che decidono l’indirizzo educativo».