Attualità

ALLARME PROSTITUZIONE. Milano, il racket delle orfane

Luca Mazza sabato 19 giugno 2010
Le costringevano a prostituirsi anche se avevano le ossa rotte, in alcuni casi perfino con il braccio ingessato. E quando non erano in strada le tenevano nude fuori al balcone, a sette gradi sotto zero. Sevizie e torture, senza il minimo rispetto per la vita umana. Dal 2008 sono state 104 le ragazze romene, di cui 24 minorenni e molte altre rapite da orfanotrofi del Paese balcanico, che venivano vendute a cifre che andavano dai 1200 ai 3000 euro.È quanto emerge dall’operazione “Fata”, che si è conclusa con i carabinieri di Monza che hanno arrestato 47 persone (38 delle quali finite in carcere) nelle province di Milano, Rimini, Pavia e Como. Sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e, nel caso di quattro soggetti, di tratta degli esseri umani.I cittadini romeni arrestati sono 35, di cui 16 rintracciati nel Paese d’origine in collaborazione con le autorità di polizia locali, a cui si aggiungono un albanese un egiziano e un cittadino italiano, che forniva appartamenti all’organizzazione criminale. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia.Il giro d’affari del gruppo era di circa 10 milioni di euro all’anno. L’organizzazione era talmente potente da avere il controllo e il monopolio notturno di alcuni marciapiedi di Milano, dove le lucciole adescavano i clienti. Tratti di strada, come quello in via Fulvio Testi, venivano “affittati” a cifre da capogiro: 100 mila euro per 12 mesi, come risulta da una intercettazione tra due componenti della banda criminale. Il giro di prostituzione aveva il suo fulcro a Milano, in viale Sarca e in via Testi, ma si diramava fino a Pavia, Rimini, Roma e Siracusa. Gli sfruttatori andavano a reclutare le ragazze in un istituto per orfane di Giurgiu, un paesino a 60 chilometri da Bucarest, dove le giovani potevano stare fino alla maggiore età, dopo nessuno si prendeva più cura di loro. Come ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il sostituto procuratore Ester Nocera non mancano però i casi di mogli inserite nel giro di prostituzione dagli stessi mariti e ragazze portate in strada dopo essere state condotte in Italia con l’inganno e le solite promesse di un lavoro. Molte sono state illuse con la promessa di un impiego come badante o baby-sitter, o convinte a venire a battere i marciapiedi italiani «per tanti soldi e pochi problemi». Sei 14enni sono state rapite direttamente dall’orfanotrofio: una ragazza ha raccontato che gli sfruttatori le hanno portate via in pigiama. I particolari sulle torture e sulle condizioni disumane in cui venivano tenute in Italia le giovanissime ragazze sono emersi grazie alle intercettazioni telefoniche. L’operazione - ha aggiunto il sostituto procuratore Nocera - ha sgominato «una delle più organizzate e ramificate bande dedite allo sfruttamento della prostituzione». L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, plaude all’operazione “Fata” e si rivolge direttamente al ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, chiedendole «il massimo impegno per l’approvazione del suo ddl contro la prostituzione coatta».